Salta al contenuto

Contenuto

Anche per quest’anno siamo giunti al termine del percorso degli “Intrecci di Comunità”, culminato nelle Feste dei quartieri e delle frazioni iniziate il 1 maggio con Spazzate Sassatelli, concluse il 4 ottobre con Ponticelli e Fabbrica.

Dal 2023 il Comune, insieme all’Equipe Costruire Comunità, cura la presenza sui territori attraverso le Cabine di Regia.

Per ogni quartiere e frazione si sono ritrovati attorno ai Centri sociali tutti coloro che svolgono un ruolo significativo per la comunità: scuole, associazioni di volontariato, cooperative sociali, parrocchie, Caritas, attività produttive e cittadini singoli identificati dalla comunità come “antenne del territorio”.

L’Equipe di Costruire Comunità quest’anno, nello specifico, ha animato 41 cabine di regia approfondendo la conoscenza del territorio, individuando risorse e criticità, rafforzando la vicinanza ad esso del Servizio sociale.

“Alcuni credono che il lavorare con la comunità sia un lavoro "in più", come Equipe crediamo che sia un lavoro che “dia di più" ed arricchisca tutti coloro che prendono parte al processo. In questi anni il percorso di “Intrecci di comunità” ha consentito da un lato di riconoscere, far emergere le potenzialità e le criticità delle varie zone toccate, al contempo di portare nuove visioni e sinergie all’interno del servizio sociale. Un vero e proprio "do ut des".
Le iniziative sono la parte visibile e pubblica di percorsi che hanno creato, creano e creeranno connessioni tra le persone e nuove opportunità, dobbiamo essere pronti a coglierle e narrarle.
Come Servizio Sociale abbiamo visto persone conosciute dal Servizio che hanno preso parte attivamente alle iniziative donando il proprio tempo e sapere, riconoscendosi da persona assistita a persona che si prende cura del territorio che abita.
Abbiamo interpellato i territori, conosciuti durante i percorsi di Intrecci, per promuovere nuove progettualità rivolte agli adolescenti conosciuti dal Servizio.
Che tu sia servizio sociale, cooperativa sociale, ente ecclesiastico, organizzazione di volontariato o attività commerciale non fa differenza: lavorare in un'ottica di comunità significa spogliarsi del proprio sapere, significa cambiare lenti di occhiali, significa uscire dal proprio servizio ed entrare in contatto con luoghi e soggetti altri del territorio, significa "scommettere sul potere della rete informale". (Riccardo Carani ed Eleonora Negroni dell’Equipe Costruire Comunità)

Questi incontri sul territorio hanno attraversato l’intero anno, rafforzando il legame sociale e culturale tra i quartieri e le frazioni del nostro territorio, hanno rappresentato strumenti di partecipazione reale alla vita del proprio quartiere, veri e propri spazi di condivisione, riflessione, scoperta reciproca, capaci anche di rinsaldare la cittadinanza attiva e valorizzare le radici storiche della comunità imolese.

Le feste poi sono state un vero momento di protagonismo popolare, di inclusione, di accoglienza:

  • A Spazzate Sassatelli si è celebrata la rinascita attraverso due feste che hanno sancito la ricostruzione dopo il dolore.
  • In Pedagna si sono celebrate le reti comunitarie, realizzate dalla parrocchia con gli enti del terzo settore del territorio.
  • A Campanella tutto ha ruotato attorno al valore dell’accoglienza, in un saldo rapporto tra Centro sociale e polo 0-6.
  • Alla “Stalla” (zona industriale) il ruolo di protagonista l’ha avuto lo sport, anche qui con la novità del coinvolgimento delle famiglie attraverso il polo 0-6.
  • A Sasso Morelli invece spazio alla cultura e alla conoscenza storica del proprio territorio.
  • A Zolino i bambini e le bambine, coordinati dal Polo 0/6, hanno attraversato il quartiere a piedi attraverso le zone verdi pubbliche.
  • A San Prospero e al quartiere Marconi, tutto è ruotato attorno all’inclusione, attraverso la preparazione e la consumazione di cibo inclusivo.
  • Agli Orti Bel Poggio invece si è celebrata la solidarietà con la cena, preparata grazie al volontariato e al dono dei prodotti degli Orti, per le persone fragili e vulnerabili.
  • In Centro storico la festa è iniziata con una camminata culturale alla scoperta dei luoghi nascosti del centro, poi ha visto protagonista la bellissima manifestazione della staffetta inclusiva grazie al CSI.
  • A Sesto Imolese l’intreccio è avvenuto tra i Centri sociali, il Cas, la musica, le scuole e la parrocchia.
  • Per ultimo, Ponticelli-Fabbrica, dove numerose famiglie hanno partecipato alla passeggiata tra la natura alla scoperta della Ponticelli vecchia.

Ogni territorio si è costruito la festa a propria misura, facendo lo sforzo insieme di fare emergere i bisogni e le risorse del territorio, cercando una dimensione di relazione e dialogo non sempre facile.

Dagli “Intrecci” sono già nate o stanno nascendo in autonomia tante esperienze: ad esempio, il progetto di incontro per anziani nelle frazioni, l’inclusione nei territori dei ragazzi dei Cas.

C’è ancora tanto lavoro da fare in ogni territorio e lo faremo da adesso in avanti, per imparare a creare relazioni sempre positive che Costruiscono la Comunità. Ma lo faremo insieme: ci educheremo insieme all’inclusione che parte dal cibo condiviso, all’attenzione alle barriere architettoniche nella città, all’ascolto dei più fragili, a non giudicarci ma a considerarci tutti e tutte cittadini di questa medesima città.

“E ora i ringraziamenti a tutti: in primis all’Equipe di Costruire Comunità (Riccardo, Eleonora e Rachele) per la preziosa e costante presenza su tutti i territori, ora sono un punto di riferimento chiaro sui territori; all’ASP Circondario Imolese per la completa disponibilità a confermare un impegno di costruzione di progetti di comunità; a tutte le Associazioni di volontariato e di promozione sociale, alle cooperative sociali, alle scuole primarie, ai nidi e scuole dell’infanzia che hanno partecipato alle cabine di regia; alla Caritas diocesana e alle Caritas parrocchiali che sempre hanno sostenuto gli Intrecci, alle parrocchie e ai sacerdoti che ci sono stati e si sono sentiti protagonisti, alla CRI Comitato di Imola presenza costante; al CSI; alle realtà commerciali che sono state divulgatori e motori delle iniziative (bar, farmacie, negozi di prossimità, allevatori); agli ortolani degli Orti anziani, a tutti i cittadini e cittadine che credono nell’inclusione e nell’amicizia che parte dall’accoglienza.
Infine un grazie immenso a tutti i Centri sociali che si sono resi disponibili a fare da perno al progetto, ai loro Presidenti sempre presenti ed entusiasti.”
Daniela Spadoni, assessora al welfare e al terzo settore,
Elisa Spada, vice sindaca con delega alla partecipazione.

A cura di

Questa pagina è gestita da

Rapporti con organi di informazione locali e nazionali - Relazioni con uffici stampa ed organizzatori delle manifestazioni cittadine

via Mazzini, 4

40026 Imola

Ultimo aggiornamento: 10-10-2025, 13:58