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In un momento storico in cui la sostenibilità non è più un’opzione ma un dovere condiviso, nasce CommunityConnect, il progetto ideato da Quanture e realizzato sul nostro territorio grazie alla Cooperativa Sociale Giovani Rilegatori in collaborazione con il Comune di Imola e ASP Nuovo Circondario Imolese.
L’iniziativa mira a creare un circolo virtuoso di economia e inclusione sociale, trasformando dispositivi tecnologici dismessi in nuove opportunità per il territorio.
Un ponte tra innovazione, sostenibilità e inclusione
Attraverso CommunityConnect, le aziende del territorio potranno donare i propri dispositivi informatici dismessi (PC, notebook, desktop), che verranno ritirati, rigenerati e donati a enti, associazioni e famiglie in difficoltà.
Il processo coinvolge più attori in modo sinergico:
- Le aziende mettono a disposizione i dispositivi in dismissione;
- Quanture e Cooperativa Sociale Giovani Rilegatori curano il ritiro, la formazione e la rigenerazione dei device;
- Il Comune di Imola, tramite ASP Circondario Imolese, individua i beneficiari finali sul territorio.
Il progetto rappresenta un esempio concreto di responsabilità sociale d’impresa e di cooperazione territoriale, dove ogni azione contribuisce a ridurre gli sprechi, promuovere l’inclusione e generare valore condiviso.
I protagonisti del progetto
Quanture, azienda IT nata a Formigine nel 2010, è oggi tra le realtà tecnologiche più esperte nel campo delle infrastrutture ibride, cybersecurity e cloud. Con la nuova Business Unit Sustainable Modern Workplace, Quanture integra innovazione e sostenibilità, in linea con gli SDG e con l’impegno verso la neutralità carbonica entro il 2030.
Nel progetto, Quanture fornisce supporto tecnico e formativo al personale della cooperativa, accompagnando il processo di rigenerazione e garantendo la qualità tecnologica dei dispositivi.
La Cooperativa Sociale Giovani Rilegatori, attiva a Imola dal 1983, è una cooperativa di tipo B che da sempre promuove l’inclusione lavorativa di persone in condizioni di svantaggio.
All’interno del progetto, la cooperativa cura la rigenerazione dei dispositivi tramite il proprio Laboratorio Protetto, ampliato grazie alla collaborazione con ASP Circondario Imolese e AUSL di Imola.
Il laboratorio diventa così un luogo di crescita professionale e personale, dove sostenibilità e solidarietà si incontrano.
Protagoniste speciali saranno poi le aziende che contribuiranno alla crescita del progetto attraverso la donazione dei device.
Il Comune di Imola ha a cuore il principio mutualistico del lavorare insieme per sostenersi e per rigenerare la comunità attraverso l’inclusione e la realizzazione di sé.
Attraverso ASP Circondario Imolese, l’amministrazione individuerà gli enti e le famiglie che potranno beneficiare di questi dispositivi rigenerati affinchè possano accedere alle medesime opportunità di studio e di lavoro.
“Includere vuol dire consentire a tutti di realizzare sé stessi, attraverso il lavoro, indipendentemente dalle proprie condizioni di vita e situazioni economiche. Questo progetto nasce dall’intuizione della Cooperativa sociale Giovani Rilegatori di trasformare un prodotto vecchio, attraverso il lavoro di ragazzi e ragazze con disabilità, in uno strumento di costruzione di futuro. Abbiamo aderito convintamente a questo progetto perché lo consideriamo uno strumento che riconosce dignità ai ragazzi e alle ragazze che attraverso il lavoro acquistano autonomia, e diventa opportunità di equità, perché consente a tutte le famiglie che da sole non riescono di avere uno strumento importante per lo studio e le attività quotidiane. Ritengo importante rivolgere un ringraziamento corale della nostra città a tutte le cooperative sociali di tipo B che, al di là di vuote parole, promuovono e offrono il lavoro che rende autonome anche le persone più “svantaggiate” .
Daniela Spadoni, assessora al welfare
“Community Connect rappresenta perfettamente il senso di comunità che vogliamo costruire a Imola: un’economia che include, innova e rigenera.
In questo progetto si uniscono imprese, cooperazione sociale e istituzioni, dimostrando che la sostenibilità non è solo ambientale, ma anche sociale ed economica.
Rigenerare un computer significa dare nuova vita a un oggetto, ma anche offrire nuove opportunità di autonomia e dignità a chi, attraverso il lavoro, costruisce il proprio futuro.
È un esempio concreto di innovazione che parte dalle persone, e che rende il nostro territorio più solidale, digitale e sostenibile. Invito caldamente tutte le imprese del territorio ad aderire a questo progetto così importante per la comunità e per la nostra Amministrazione”
Pierangelo Raffini, assessore attività produttive e innovazione
“Le aziende del territorio che sceglieranno di aderire al progetto offriranno un contributo concreto e significativo, donando dispositivi elettronici ancora funzionanti, sebbene non più idonei all’uso interno.
Un gesto di grande valore, che coniuga sostenibilità ambientale e solidarietà sociale, contribuendo a ridurre gli sprechi e a promuovere l’inclusione digitale.
L’iniziativa rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra imprese e comunità, con benefici tangibili per l’ambiente e per il tessuto sociale locale.”
Carlo Alberto Gollini, presidente cooperativa sociale Giovani Rilegatori
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Ultimo aggiornamento: 13-11-2025, 13:30

