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Stamattina al parco pubblico “Vittime dell’11 Settembre” in via Zambianchi si è svolta la cerimonia di commemorazione a 25 anni dagli attentati terroristici che l’11 settembre 2001 sconvolsero gli Stati Uniti.
Alla cerimonia sono intervenuti la Vicesindaca Elisa Spada, Don Andrea Querzè e il vice presidente della Casa della Cultura Islamica di Imola, Abdelghani Tajiri che nel loro intervento hanno sottolineato l’importanza della cultura della pace come strumento per valorizzare le diversità, ripudiando divisioni e odio.
Fra i presenti, anche il Consigliere Regionale Fabrizio Castellari, l’Assessora Alba Natali e la Consigliera Comunale Mirella Collina, delegata alla promozione della cultura della pace, della cooperazione e dei diritti umani.
Alla cerimonia hanno preso parte i rappresentanti delle forze dell’ordine, dei vigili del fuoco e delle associazioni d’arma e partigiane.
Dichiarazione della Vicesindaca Elisa Spada:
“La prima battaglia culturale è stare di guardia ai fatti, voglio iniziare così, citando Hannah Arendt per ricordare, nel 25esimo anniversario degli attentati dell’11 settembre, le quasi 3mila persone che persero la vita per un vile atto terroristico e per ricordare a tutti noi che la memoria è uno strumento di pace, una lente per leggere il presente che ci consente ogni giorno di scegliere se e come essere costruttori di pace, ripudiando l’odio. Per farlo bisogno ricordarsi sempre che la pace si costruisce insieme, come dimostra il fatto di essere qui oggi come rappresentanti di tutti i cittadini, della comunità cattolica e di quella musulmana, impegnandosi a elaborare una coscienza critica che guardi alle differenze come valori e non come elementi che ci allontanano, sviluppando empatia e riconoscendo l’altro in qualità di essere umano.
Libertà, uguaglianza, dignità e democrazia sono i semi che scegliamo di piantare nelle nostre vite, allenandoci a vedere i fatti anche quando i riflettori si spengono, come è successo in Afghanistan, Sudan e in tempi recenti con Gaza e in parte anche con la guerra in Ucraina: ciò che succede nel mondo ci riguarda perché contribuisce a disegnare il nostro presente e il nostro futuro. L’articolo 11 della Costituzione recita in maniera forte che l’Italia ripudia la guerra e allo stesso tempo si impegna a costruire la pace. Un articolo scritto dalle madri e padri costituenti che hanno vissuto e fatto esperienza diretta di che cosa significa essere privati della libertà, dei diritti e della dignità, che scegliamo orgogliosamente dopo 80 anni di farne ancora la nostra bandiera.”
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Ultimo aggiornamento: 11-09-2026, 16:34


