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Nella giornata di sabato 28 marzo, alla presenza di oltre 300 persone, è stato presentato e inaugurato il LIMI – Laboratorio sulle Istituzioni Manicomiali Imolesi, situato in via Basaglia 10 all’interno del complesso dell'Osservanza Imola - Parco della Conoscenza e dell’Innovazione, assieme alla mostra di Valter Galavotti “La città dei matti: immagini per non dimenticare”.

Inserito nel padiglione 10/12, oggetto di un’importante riqualificazione curata da Con.Ami grazie a fondi PNRR e risorse proprie per oltre 8 milioni di euro, il LIMI propone un’esperienza immersiva e contemporanea che accompagna il visitatore attraverso la storia, le voci e i luoghi della memoria manicomiale imolese.

A seguito del percorso partecipativo curato da BAM Strategie Culturali, che ha coinvolto centinaia di cittadini nel corso del 2024 e del 2025, il LIMI – il cui progetto museografico e di allestimento è stato realizzato dalla società cooperativa HIBOU di Imola – offre un percorso espositivo che, attraverso installazioni interattive, video, suoni e mappe digitali, intreccia le storie delle persone con l’evoluzione delle istituzioni. Ne emerge uno sguardo profondo e umano su una pagina complessa della storia locale. Dalle narrazioni delle vite che hanno attraversato questi luoghi, alle trasformazioni degli spazi e del linguaggio, ogni elemento invita a scoprire, riflettere e interrogarsi.

Il LIMI non è solo un laboratorio museale, ma un’esperienza partecipata e coinvolgente, capace di parlare al presente e di rendere la memoria uno strumento vivo per comprendere la comunità.

Il laboratorio aprirà al pubblico dal 17 aprile, con gestione affidata all’ATI costituita da Coop. Tragitti e SeaCoop, con i seguenti orari: venerdì dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00; sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 18.00.

Il Presidente di Hibou, Pietro Taraborelli, ha dichiarato: «Si è trattato di un lavoro molto importante e intenso, perché abbiamo affrontato temi delicati e profondamente radicati nella storia della nostra città. Con il LIMI abbiamo voluto costruire non un museo tradizionale, ma uno spazio vivo, capace di restituire memoria e complessità a una storia spesso rimossa. Il progetto nasce dall’esigenza di sottrarre all’oblio le vicende, le vite e i luoghi delle istituzioni manicomiali imolesi, restituendoli alla comunità con rigore scientifico e responsabilità etica. Abbiamo lavorato per creare un’esperienza accessibile, immersiva e partecipata, in cui il visitatore sia parte attiva di un percorso che intreccia storia, memoria e contemporaneità, stimolando nuove riflessioni sul rapporto tra istituzioni, società e persone».

Contestualmente è stata inaugurata, negli spazi del Nuovo Circondario Imolese, la mostra curata da Valter Galavotti dedicata alla storia del manicomio imolese.

A trent’anni dalla chiusura dell’Osservanza, il lavoro del professor Galavotti accompagna il visitatore in un percorso storico ampio e rigoroso, che attraversa i secoli e documenta l’evoluzione dello sguardo sulla malattia mentale.

La mostra si propone un obiettivo ambizioso: ricostruire la storia della salute mentale dall’antichità ai giorni nostri, illustrando i luoghi che nel tempo hanno ospitato, segregato o curato le persone affette da disturbi mentali. Le immagini, in parte inedite, sono il risultato di un’approfondita attività di ricerca condotta dal curatore negli ultimi anni.

L’esposizione è composta da 85 pannelli fotografici (formati 35x50, 50x70 e 70x100), basati su documenti, dipinti, incisioni e disegni, fino all’introduzione della fotografia, che diventa prevalente a partire dall’Ottocento. I pannelli sono suddivisi in nove sezioni, ciascuna introdotta da un testo descrittivo.

La mostra sarà visitabile il martedì pomeriggio dalle ore 15.00 alle ore 17.30 e il venerdì mattina dalle ore 9.00 alle ore 12.00. È inoltre prevista una visita guidata martedì 31 marzo alle ore 16.00.

Valter Galavotti ha dichiarato: «Questa mostra ha il merito di unire la grande storia con quella della nostra città, raccontando il ruolo di Imola, protagonista di passaggi fondamentali sul tema della salute mentale: dalla fine dell’Ottocento, con la costruzione di luoghi dedicati alla cura, al Novecento, segnato dalla centralità dell’istituzione manicomiale, fino al suo superamento e alla nascita di un sistema più umano e inclusivo, anche grazie allo sviluppo delle cooperative sociali».

Il Sindaco di Imola Marco Panieri ha dichiarato: «Siamo molto orgogliosi del lavoro svolto. Avevamo promesso di restituire alla comunità i padiglioni dell’Osservanza e lo abbiamo fatto, grazie alle risorse del PNRR e al lavoro di riqualificazione seguito da Con.Ami. L’apertura del LIMI, coordinata dal Nuovo Circondario Imolese, rappresenta un’importante occasione per far conoscere a tutti, imolesi e non, un tratto identitario della nostra storia e per rilanciare iniziative e momenti di confronto sui temi della salute mentale. Imola è stata per anni un punto di riferimento su questi temi e vogliamo tornare ad esserlo in una fase in cui risultano particolarmente attuali. Un ringraziamento va a Valter Galavotti per la passione e la competenza dimostrate e per aver messo a disposizione della comunità una mostra di grande qualità».

La Vicesindaca Elisa Spada ha dichiarato: «L’apertura del LIMI è il risultato di un lavoro collettivo avviato due anni fa grazie a un percorso partecipativo finanziato dalla Regione Emilia-Romagna. Si tratta di un tassello importante che, in connessione con l’Auditorium, il Teatro e il Parco dell’Osservanza, consentirà non solo di riscoprire il nostro passato, ma anche di attivare iniziative e confronti di rilievo nazionale sul presente e sul futuro della salute mentale. Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del progetto e all’ATI composta da Tragitti e Sea Coop, che avrà un ruolo fondamentale nella gestione e nella programmazione delle attività».

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Ultimo aggiornamento: 30-03-2026, 09:31