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Il 10 marzo 1945, 81 anni fa, otto partigiani di Riolo, catturati nei giorni precedenti durante un rastrellamento nella zona collinare di Toranello, furono prelevati dalla rocca di Imola, dove erano detenuti e sottoposti a torture. I nazifascisti li condussero nel podere La Rossa, nei pressi della fornace Gallotti, e qui li fucilarono ai margini di un grande cratere provocato da una bomba d’aereo, pieno d’acqua. I loro corpi riemersero e poterono essere recuperati soltanto il 28 marzo. Oggi un monumento ricorda Lorenzo Baldisserri (bracciante, vent’anni), Emilio Benedetti (bracciante, vent’anni), Paolo Farolfi (bracciante, vent’anni), Dante Giorgi (colono, vent’anni), Sergio Ragazzini (bracciante, vent’anni, Medaglia d’argento al Valor militare alla memoria), Antonio Roncassaglia (bracciante, di 21 anni) e suo cugino Paolo Roncassaglia (bracciante, 22 anni) e Attilio Visani (bracciante, 28 anni).
Davanti a quel monumento, stamattina si è svolta la cerimonia di commemorazione a ottant’anni dall’eccidio. Alla base è stata deposta una corona di fiori. L’iniziativa è stata organizzata dai Comuni di Imola e Riolo Terme, città entrambe decorate al valor militare per la guerra di Liberazione, e dalle Anpi dei due territori. Presenti, per le istituzioni, l’assessore alla Cultura del Comune di Imola Giacomo Gambi, l’assessore alla Cultura di Riolo Terme Davide Marani, oltre al presidente di Anpi Imola Gabrio Salieri.
“Oggi commemoriamo i caduti del Podere La Rossa, otto ragazzi che hanno sacrificato la propria vita per la libertà e la democrazia. Questi giovani, animati da un incrollabile desiderio di libertà e giustizia, scelsero di opporsi all'oppressione, pagando con la vita il prezzo della loro coraggiosa scelta. La loro memoria ci ricorda l'importanza dei valori fondamentali su cui si basa la nostra Repubblica: libertà, democrazia e rispetto dei diritti umani. Il loro coraggio ci testimonia quanto sia prezioso il valore della Resistenza e dell’impegno civile. Come comunità, abbiamo il dovere di custodire questa memoria e di tramandarla alle future generazioni, affinché il loro sacrificio non sia stato vano. Imola non dimentica”, ha detto l’assessore Gambi.
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Ultimo aggiornamento: 09-03-2026, 13:53

