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Nel 2025, sono stati 350 i residenti a Imola di origine straniera che hanno ottenuto la cittadinanza italiana: il 56% sono di genere femminile e il 44% di genere maschile. I minorenni sono 69 (quindi il 19,7% del totale).

 

A loro è stata dedicata, stamattina, una cerimonia in Comune, con l’attività di accoglienza a cura dell'Associazione Intercultura Odv e l’intrattenimento musicale del Coro dell'Associazione CantiAmo Aps. Alla cerimonia hanno preso parte il sindaco Marco Panieri, l’assessora al Welfare e Immigrazione Daniela Spadoni, l’assessora per i Servizi al cittadino Elena Penazzil’assessora alla Scuola Gianna Gambetti e il presidente del Consiglio comunale Roberto Visani. Ai presenti sono stati consegnati gli attestati di cittadinanza e una copia della Costituzione italiana edita dal Senato della Repubblica, resa disponibile dal senatore Daniele Manca.

I Paesi di origine dei nuovi cittadini italiani

Delle 350 persone (l’anno scorso erano 333) che hanno ottenuto la cittadinanza italiana, la maggior parte è nata in Italia (93, pari al 31%), seguita dal Marocco con 66 presenze (22%) e dall’Albania con 55 (18,33%). La Romania rappresenta 28 persone (9,33%). Pakistan e Ucraina contano entrambe 17 persone (5,67% ciascuna). Seguono la Nigeria con 8 (2,67%), la Tunisia con 7 (2,33%) e Bangladesh e Moldavia con 6 persone ciascuna (2%). URSS, Kosovo, Macedonia, Iran e Repubblica Dominicana registrano 4 presenze ciascuna (1,33%), mentre il Mali conta 3 persone (1%). Argentina e Camerun presentano 2 presenze ciascuna (0,67%). Le altre nazionalità, con percentuali pari o inferiori all’1%, ammontano complessivamente a 10 persone (3,34%).

La comunità di Imola - che accoglie oggi 350 nuovi cittadini italiani - conta 70mila abitanti, tante persone che ogni giorno contribuiscono al bene comune: veri e propri artigiani della pace, come ricorda spesso il nostro Vescovo, che con piccoli e grandi gesti costruiscono ciò che abbiamo di più importante. A chi oggi ottiene la cittadinanza italiana rivolgo l’augurio di accogliere questo riconoscimento con orgoglio e senso di responsabilità. L’occasione di oggi è anche uno spazio di conoscenza, di incontro e di ascolto. Un invito a partecipare attivamente alla vita della comunità, a viverla a fondo, anche raccogliendo le sollecitazioni e affrontando insieme ciò che non funziona”, ha sottolineato Marco Panieri, sindaco di Imola.

 “Molti sono nati in Italia, hanno frequentato le scuole della nostra città, i parchi, i luoghi dello sport, hanno vissuto la nostra città. Altri sono arrivati da altri Paesi e qui prima di tutto hanno incontrato persone, condiviso momenti importanti della vita, hanno creato relazioni, il nostro primo bisogno di umanità. Questo è il nostro augurio a tutti i cittadini nuovi: se amate l’Italia, se amate la nostra città, fatene vostri i valori costituzionali e le leggi, vivetene appieno la quotidianità, con il vostro lavoro e con la vostra sensibilità e creatività.  Diventatetene parte, contribuite con speranza ad arricchire la nostra comunità, senza perdere mai di vista la solidarietà e il rispetto”, ha aggiunto Daniela Spadoni, assessora al Welfare e Immigrazione.

“Oggi vi consegniamo una copia della Costituzione, della quale vorrei riprendere in particolare l’articolo 3: ‘Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge e hanno pari dignità sociale. Il divieto di discriminazione si estende a sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche e condizioni personali e sociali’. In questo articolo c’è una parola che oggi ci suona strana, ‘razza’, perché non si usa più. Tuttavia i nostri Padri Costituenti decisero di inserirla nella Costituzione perché l’Italia aveva conosciuto le leggi razziali. L’articolo 3 sancisce l’uguaglianza, la cittadinanza e la libertà. Per questo vi invito a srotolare la bandiera del Comune di Imola, che nel suo stemma porta proprio questa parola: ‘libertas’, per la quale gli imolesi hanno combattuto. Un invito, dunque, alla libertà”, ha detto Roberto Visani, presidente del Consiglio comunale.


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Ultimo aggiornamento: 07-02-2026, 16:13