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Il Comune di Imola celebra martedì 10 febbraio il Giorno del Ricordo, ricorrenza istituita in Italia con la legge 30 marzo 2004, n. 92, con l’obiettivo di “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra”.

Nella mattinata di oggi si è svolta la cerimonia commemorativa in ricordo delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata nell’area dell’ex Limonaia di Imola, all’incrocio tra via Manzoni e via Alfieri. Nel corso dell’evento, il sindaco di Imola Marco Panieri ha deposto una corona d’alloro alla lapide commemorativa, alla presenza delle autorità civili e militari e dei rappresentanti delle associazioni d’arma.

Le celebrazioni proseguono nel pomeriggio: la prima parte del Consiglio comunale, in programma alle 16,30, è dedicata alla celebrazione del Giorno del Ricordo. Intervengono: Marco Panieri, sindaco di Imola; Roberto Visani, presidente del Consiglio comunale; Nicolas Vacchi, vicepresidente del Consiglio comunale; Gianna Gambetti, assessora all’Istruzione; Manuela Ghizzoni, presidente della Fondazione Fossoli; insegnanti e studenti della scuola secondaria di primo grado “Luigi Orsini” dell’Istituto Comprensivo 7 di Imola; i Gruppi consiliari.

«La nostra comunità manifesta profonda solidarietà ai familiari delle vittime, ai sopravvissuti, agli esuli e ai loro discendenti. Un ringraziamento sentito va alle scuole e agli studenti che, anche quest’anno, hanno dato un contributo prezioso alle iniziative del Giorno del Ricordo: l’istruzione è uno strumento fondamentale per costruire coscienza critica e consapevolezza storica, soprattutto tra le nuove generazioni. Il Giorno del Ricordo non è solo memoria, ma un monito contro ogni forma di odio etnico, violenza politica e sopraffazione. Un richiamo oggi ancora più forte in un’Europa segnata da nuovi conflitti, che deve ricordare di essere nata dalle macerie della guerra, dalle persecuzioni e dalle divisioni del Novecento», ha detto il sindaco di Imola, Marco Panieri.

«Anche quest’anno il Giorno del Ricordo ci offre l’opportunità di trarre da questa pagina di storia una lezione per vivere con responsabilità il tempo presente. Condivido la preoccupazione del Capo dello Stato Sergio Mattarella che ha affermato come la memoria storica debba essere preservata e onorata e che perderebbe il suo valore autentico se fosse asservita alla ripresa di divisioni o rancori. Sono quindi lieto della partecipazione delle nostre scuole a questa seduta del Consiglio comunale e ringrazio gli studenti e i loro docenti per aver approfondito questa pagina di storia ancora poco conosciuta. Ringrazio anche Manuela Ghizzoni, nuova presidente della Fondazione Fossoli per restituirci l'esperienza di Fossoli, che dopo essere stato un campo di concentramento negli anni del nazifascismo, venne trasformato nel dopoguerra nel villaggio San Marco che ospitò centinaia di profughi giuliano-dalmati. Il mio augurio è che questa ricorrenza possa essere un’occasione di riflessione, per costruire una memoria condivisa e per rafforzare la pace, la fratellanza e l’amicizia tra i popoli», ha aggiunto Roberto Visani, presidente del Consiglio comunale.

«Celebriamo oggi il Giorno del Ricordo, un appuntamento che, a oltre vent'anni dall’istituzione della legge che lo ha reso solennità civile, non smette di interpellare la nostra coscienza di amministratori e di italiani. Ricordare significa, nel senso etimologico più puro, "riportare al cuore". Significa ricondurre ciò che ci è più caro al centro di noi stessi. Ed è esattamente ciò che dobbiamo fare oggi a Imola: riportiamo al cuore centinaia di migliaia di storie che per troppo tempo sono rimaste ai margini della narrazione pubblica, e restituiamo loro la dignità che meritano. Per decenni si è taciuto sulla tragedia che ha colpito gli italiani della Venezia Giulia e Dalmazia, con la pulizia etnica dei comunisti di Josip Broz Tito, sviluppatasi con maggior vigore negli anni 1943-1946. Ma oggi, nel 2026, possiamo dire con orgoglio che quella cortina di oblio è stata definitivamente abbattuta. Nessun tentativo negazionista o giustificazionista potrà mai più nascondere o cancellare ciò che è stato. La verità storica non è un'opinione, è il fondamento su cui poggia la nostra democrazia», ha sottolineato Nicolas Vacchi, vicepresidente del Consiglio comunale.

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Ultimo aggiornamento: 10-02-2026, 18:30