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Violenza sulle donne : basta la parola. Per il terzo anno consecutivo il Comune insieme al Nuovo Circondario Imolese ripropone la campagna di sensibilizzazione per dire basta alla violenza di genere e proporre una riflessione oltre la cronaca.
Ancora troppi femminicidi. Nelle ultime settimane la cronaca se ne è occupata spesso. I dati sono provvisori. L’anno non è terminato L’Istat (dati di agosto) ne rileva 94 di cui l’80% in ambito famigliare o commessi da partner, l’Osservatorio di Non Una Di Meno ai primi di ottobre ne segnala 82 mentre 73 sono quelli segnalati dal Ministero dell’interno (dato di settembre). Comunque sia, troppi.
Non è tutto perché moltissime sono le storie di chi subisce violenza di vario tipo (sessuale, fisica, psicologica, economica) tutti i giorni ed è costretta ad affronta i numerosi complessi problemi che che ne conseguono e che richiedono risposte. Ribadiamo che la violenza sulle donne è un tema pubblico non privato. Riguarda le donne e gli uomini. Riguarda un sistema che riproduce disuguaglianze e rapporti di potere di un sesso sull’altro perché fondati sulla cultura patriarcale che rivendica il controllo della vita e dei corpi femminili.
L’Assessorato alle Pari Opportunità e la Commissione Pari Opportunità del Comune di Imola, insieme al tavolo delle Assessore alle Pari Opportunità del Nuovo Circondario Imolese, ripropongono per il terzo anno consecutivo la campagna “Violenza di genere: basta la parola”. Tre parole chiave come nelle edizioni precedenti per focalizzare l’attenzione su aspetti diversi della violenza sulle donne. L’intento è di invitare a una riflessione che oltre alla cronaca sensibilizzi e diffonda la consapevolezza della natura e complessità del problema.
Dopo le parole “consenso”, “credibilità”, “vittima”, “autonomia”, “stereotipo”, “ribellione” si propone un’altra terna di parole: “Potere”, “Possesso”, “Scelta”. Il filo conduttore sono i termini che svelano la natura del fenomeno e la sua complessità smentendo luoghi comuni ancora troppo diffusi.
POTERE: le relazioni affettive e sentimentali in ambito privato si fondano molto spesso sul potere di un sesso sull’altro che legittima le forme di violenza. E’ lo stesso potere che assume forme diverse nello spazio pubblico dove le donne vivono una condizione svantaggiata e non paritaria contrariamente a quanto stabilito dalla Costituzione italiana. La libertà e i diritti per le donne sono di fatto ancora limitati nonostante la legislazione le riconosca come soggetto di diritto. Gli stereotipi sessisti fungono ancora come paradigma delle relazioni sociali, economiche, istituzionali. La componente femminile è ancora di gran lunga minoritaria nelle sedi decisionali. Il problema è di natura culturale in entrambe le situazioni.
POSSESSO: il potere patriarcale considera le donne un oggetto di controllo e possesso da parte degli uomini. Il ché si traduce nella possibilità di disporne liberamente e di pretesa di una disponibilità incondizionata che crea libertà condizionata per le donne. Alla radice della gelosia, spesso scambiata per amore c’è il pericolo di perdere il possesso dell’altra.
SCELTA: le donne sono libere di scegliere per sé e il proprio percorso di vita. Decidere è un diritto e non deve in alcun modo giustificare condotte violente.
“E’ fondamentale continuare l’impegno per rimuovere le cause culturali della violenza” dice la coordinatrice della CPO Virna Gioiellieri. “Come commissione ci occupiamo del tema da anni e abbiamo avanzato proposte per migliorare la capacità di risposta del territorio alle donne che subiscono violenza. Serve una risposta sinergica delle Istituzioni, dei centri antiviolenza, della comunità. Le parole condizionano la realtà e spesso la formano. Sono chiavi di lettura e comprensione e offrono sguardi diversi dello stesso problema per diffondere consapevolezza e indurre alla riflessione ”
“Il contrasto alla violenza di genere parte da un cambiamento culturale che diventa forma di prevenzione alla violenza stessa” dice Elisa Spada, Vicesindaca del Comune di Imola. “Abbiamo scelto di lavorare con continuità sulla formazione nelle scuole, promuovendo un’educazione al rispetto e valorizzazione delle differenze, con “Questioni di Genere” e con una campagna di comunicazione che faccia riflettere a partire dalle parole usate quotidianamente. La consapevolezza è il primo strumento di supporto a qualsiasi politica di contrasto alla violenza e per una piena parità. Ringrazio la CPO per questo importante lavoro e per le competenze che mette quotidianamente a disposizione della nostra comunità.”
“Questa campagna comunicativa rappresenta un momento importante per condividere riflessioni e chiedere di rafforzare un impegno comune per contrastare la cultura maschilista e gli stereotipi che ancora permangono nelle nostre comunità” dice Beatrice Poli, Sindaca con delega alle Pari Opportunità del NCI. “Desidero ringraziare la CPO del Comune di Imola per il lavoro preciso, competente e costante che svolge, mettendo a valore il proprio impegno a beneficio dell’intero territorio circondariale. Questa modalità di lavoro in rete tra amministrazioni è fondamentale: ci consente di unire le forze, di dare continuità alle azioni e di affermare con chiarezza che, attraverso le nostre scelte politiche, prendiamo posizione per la parità, il rispetto e la libertà di tutte e di tutti.”
La campagna sarà visibile in affissione, sugli autobus, sui social network a partire dal 17 novembre e fino alla fine del mese nei dieci Comuni del Circondario.
E’ promossa dal Comune di Imola, Assessorato Pari Opportunità, Commissione Pari Opportunità, in collaborazione con i centri antiviolenza di Trama di Terre e di PerLeDonne, il Nuovo Circondario imolese e i Comuni che ne fanno parte.
Ricordiamo i numeri a cui rivolgersi:
1522 (nazionale)
393 559 6688 (Centro antiviolenza Trama di Terre)
370 325 2064 (Centro antiviolenza PerLeDonne).
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Ultimo aggiornamento: 17-11-2025, 12:18

