Contenuto
Il 31 agosto 1947 è inaugurata la prima Fiera del Santerno di Imola, il 6 settembre 1992 la campionaria chiude definitivamente. 39 le edizioni di una manifestazione che ha rappresentato per decenni un appuntamento cruciale per raccontare i cambiamenti economici, sociali, politici e culturali di Imola e del suo territorio.
Una storia raccontata oggi da Alessandra Giovannini nel libro Fiera del Santerno di Imola 1947-1992 Storia di una città, edito da La Mandragora e con il patrocinio del Comune di Imola.
La manifestazione fu istituita nel 1947, nel clima della ricostruzione post-bellica, con l'obiettivo di stimolare e potenziare l'agricoltura, l'artigianato, l'industria e il commercio di Imola e della Vallata del Santerno. La prima sede fu il complesso delle Scuole Carducci, ritenuto inadeguato fin dalle prime edizioni per la cronica mancanza di spazio, ma che ospitò la campionaria fino al 1985. Successivamente, la sede fu spostata all'Autodromo Dino Ferrari. L'ultima edizione del 1992 si svolse in diversi punti del centro storico, tra cui la Rocca Sforzesca. La manifestazione era una grande vetrina che abbracciava tutti i settori merceologici del territorio. Oltre all'esposizione di prodotti (dalle macchine agricole ai plastici di progetti urbanistici), erano presentate innovazioni come il distributore automatico di banconote (1981). La Fiera era arricchita da un intenso programma di eventi: circa 60 i convegni organizzati su temi come agricoltura, urbanistica e turismo, mostre culturali (ad esempio, quelle dedicate a Leonardo da Vinci o alla storia urbanistica di Imola), e intrattenimento.
Gli spettacoli serali spaziavano dall'opera lirica (come il Rigoletto nel 1947) ai concerti di artisti popolari (come Mina o Gianni Morandi), inclusi concorsi come l'elezione di Miss Santerno. La struttura organizzativa passò nel 1985 da un Comitato basato sul volontariato a una Società a Responsabilità Limitata (Srl), coinvolgendo i comuni del circondario e le forze economiche. Nonostante i tentativi di rinnovamento e la sperimentazione di nuove formule (come quella del 1992), la Fiera cessò l'attività a causa di problemi di costi, organizzazione e la crisi del modello di "fiera campionaria". Oggi è doveroso ricordare quegli anni di intensa attività per chi ci lavorò con passione e dedizione ma è anche piacevole ricordare le lunghe visite agli stand nelle giornate estive e le sere trascorse ad ascoltare il proprio idolo in altro modo inavvicinabile. La storia di una fiera diventa, dunque, la storia di una città.
La presentazione del libro sulla storia della Fiera del Santerno di Imola è prevista per sabato 6 dicembre alle ore 17.00 alle Scuole Carducci.
L’appuntamento è all’ingresso in via Cavour 26 a Imola per il taglio del nastro alla presenza della Banda Musicale Città di Imola. Con noi anche i Canterini e Danzerini Romagnoli Turibio Baruzzi, le associazioni agricole imolesi Coldiretti Imola e CIA Imola, che presenteranno le tavole addobbate con i prodotti del nostro territorio, proprio come in occasione della Fiera, è prevista la proiezione di fotografie e documenti che raccontano le 39 edizioni della campionaria.
Non solo la presentazione di un libro, dunque, ma una festa per i cittadini e i visitatori della Fiera, quelli che c’erano e quelli che ne hanno solo sentito parlare. Vi aspettiamo!
Dichiarazione del sindaco Marco Panieri e dell’assessore all’agricoltura Pierangelo Raffini: "Il libro dedicato alla Fiera del Santerno ci ricorda quanto questa manifestazione sia stata, per decenni, uno specchio fedele della nostra città: un luogo dove si intrecciavano lavoro, innovazione, cultura e comunità. Quella storia, narrata in modo straordinariamente efficace da Alessandra Giovannini, non è solo memoria; è un patrimonio vivo, che continua a parlare al presente. La Fiera Agricola del Santerno di oggi, così partecipata e in costante crescita, ne raccoglie il testimone in una forma nuova. Unisce le radici contadine all’evoluzione del settore, coinvolge famiglie, imprese, giovani, e racconta un territorio che non ha mai smesso di trasformarsi, rimanendo fedele alla propria identità. Anche l'ultima edizione di quest'anno, la più partecipata di sempre, dimostra come questa storia non si sia mai interrotta: ha semplicemente trovato un modo diverso di crescere, rinnovarsi e coinvolgere. Un ringraziamento sincero va a tutti coloro che rendono possibile questo percorso: i dipendenti comunali, le aziende, gli espositori, gli artigiani, le associazioni, i volontari e tutte le realtà che con impegno e passione continuano a far vivere la nostra fiera. Il loro lavoro tiene insieme passato e futuro e ci fa sentire orgogliosi."
A cura di
Questa pagina è gestita da
Ultimo aggiornamento: 21-11-2025, 14:34

