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Utilizza la formula di rivelare sulla scena storie, testimonianze di donne che hanno scolpito il cammino della scienza e della conoscenza, in collaborazione con le figure e le istituzioni più rappresentative nell’ambito dell’affermazione delle donne nel progresso scientifico

“SCIENZIATE VISIONARIE. Il mondo che vogliamo” è il titolo dello spettacolo gratuito che si terrà al Teatro dell’Osservanza il 19 aprile alle ore 21.00. La rappresentazione è inserita nella rassegna Questioni di Genere - Un Genere di Scienza, promossa dal Comune di Imola e dalla Commissione Pari Opportunità per valorizzare il grande contributo che le donne hanno dato nell’evoluzione della ricerca scientifica.

Lo spettacolo, con la consulenza scientifica di Cristina Mangia, fisica ambientale, ricercatrice al CNR, Sabrina Presto, fisica, ricercatrice e divulgatrice al CNR, Sara Sesti, matematica ricercatrice in Storia della Scienza, consulenza scientifica e l’elaborazione scenica e regia di Maria Eugenia D’Aquino, utilizza la formula di rivelare sulla scena storie, testimonianze di donne che hanno scolpito il cammino della scienza e della conoscenza, in collaborazione con le figure e le istituzioni più rappresentative nell’ambito dell’affermazione delle donne nel progresso scientifico. Questa è la volta di Donella Meadows e Alice Hamilton, due figure chiave nella sostenibilità ambientale, nella salute e sicurezza nel mondo del lavoro, che hanno avuto una loro visione da cui si sono lasciate guidare, sfidando posizioni scientifiche consolidate, aprendo campi di ricerca inaspettati laddove si parla di ambiente, di salute umana e di sviluppo sostenibile, laddove sembra che la scienza debba essere separata dalla politica.

Le ideatrici dello spettacolo

Cristina Mangia

Fisica ambientale presso l’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del CNR. Si interessa di capire dove vanno a finire gli inquinanti atmosferici una volta emessi e che impatto hanno sulla salute e sul clima attraversando confini disciplinari e transdisciplinari. Perché l’ambiente e la salute non sono temi neutrali rispetto alle differenze di stato socio economico né neutri rispetto al genere. Ama sedersi in compagnia di colleghe sulle spalle delle grandi scienziate del passato per individuare la propria strada di ricerca. Responsabile di diversi progetti, è autrice di circa 100 pubblicazioni scientifiche. È stata presidente dell’Associazione Donne e Scienza. Cura la rubrica Coscienziat@ sulla rivista SAPERE ed Epidemiologia di Genere sulla rivista Epidemiologia e Prevenzione. È co-direttrice della collana editoriale del CNR Scienziati in affanno di cui ha curato il volume Scienza, politica e società. La scienza post-normale.

Sabrina Presto

Ricercatrice del CNR, all’Istituto di Chimica della Materia Condensata e Tecnologie per l’Energia di Genova. Si occupa di materiali e processi per la produzione di energia pulita. Convinta che scienza e società debbano dialogare e che un mondo sostenibile passi attraverso il rispetto dei diritti delle persone e dell’ambiente, spesso preferisce partire dal basso, dalle bambine e dai bambini con seminari e laboratori divulgativi nelle scuole e negli eventi dedicati. Tiene corsi di formazione per insegnanti e personale educante sui temi “STEAM e genere" dal nido alla scuola secondaria di I grado. È consigliera dell’associazione Donne e Scienza e collabora con riviste divulgative, tra cui Galileonet e Agenda17.

Sara Sesti

Docente di Matematica e ricercatrice in Storia della Scienza, fa parte dell’Associazione Donne e Scienza. Ha curato per il Centro di Ricerca PRISTEM dell'Università Bocconi, la mostra Scienziate d'Occidente. Due secoli di storia, il primo studio italiano sulle biografie di scienziate. Collabora con diverse riviste di divulgazione scientifica. Ha pubblicato con Liliana Moro il libro Scienziate nel tempo. Più di 100 biografie, Ledizioni, 2020. Cura la pagina Facebook Scienziate nel tempo, che ha ricevuto il premio Immagini amiche istituito dall'UDI con il patrocinio del Parlamento Europeo, per "premiare la comunicazione, che costruisce un'immagine positiva, senza stereotipi di genere e senza immagini sessiste".

Maria Eugenia D’Aquino

Attrice e formatrice milanese, è presente dal ‘84 sulle scene con un repertorio che spazia dal classico al contemporaneo. Nel 2008 fonda a Milano l’associazione PACTA . dei Teatri, di cui è Presidente e che gestisce il PACTA Salone di via Dini, uno dei principali teatri della città. Da diversi anni porta in scena ritratti di donne che hanno segnato la storia della cultura, della scienza e della conoscenza, da Ipazia, le astronome dimenticate, a Maria Gaetana Agnesi, Hedy Lamarr, Elsa Schiaparelli, Laura Conti. Tiene laboratori di teatro, collaborazioni con diverse società di consulenza e di formazione. Nel 2002 inventa il progetto TeatroInMatematica - ScienzaInScena, unico nel suo genere in tutta Italia. Dal 2018 dirige le edizioni del primo Festival di Teatro&Scienza a Milano in collaborazione con i principali enti e istituzioni territoriali e nazionali.

“SCIENZIATE VISIONARIE Il mondo che vogliamo” è a cura di Cristina Mangia, fisica ambientale, ricercatrice al CNR, consulenza scientifica - Sabrina Presto, fisica, ricercatrice e divulgatrice al CNR, consulenza scientifica - Sara Sesti, matematica ricercatrice in Storia della Scienza, consulenza scientifica - Maria Eugenia D’Aquino elaborazione scenica, regia.

Interpreti: Maria Eugenia D’Aquino Cristina Mangia Sabrina Presto – Luci: Andrea Ceriani -

Tecnico: Daniele Zini - Produzione PACTA . dei Teatri

In collaborazione con D.i.Re - Donne in Rete Contro la Violenza, CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche, ISAC CNR, Associazione Donne e scienza, LUD - Associazione per una Libera Università delle Donne, CREIS - Centro Ricerca Europea per l'Innovazione Sostenibile

Le dichiarazioni

“La cultura della parità è il primo e più importante ambito sul quale come Comune insieme alla Commissione Pari Opportunità abbiamo scelto di impegnarci per scardinare gli stereotipi di genere che limitano il diritto di ognuna e ognuno di esprimersi – sottolinea Elisa Spada, Assessora Ambiente e Pari Opportunità del Comune di Imola -. Per farlo, è necessario lavorare sulla consapevolezza facendo conoscere il ruolo che le donne hanno e hanno avuto nella storia e l’apporto straordinario che hanno dato all’evoluzione della ricerca scientifica e della conoscenza, con una particolare attenzione al rispetto dell’ambiente e della salute. Questo spettacolo è un ulteriore passo nel percorso di Questioni di Genere, la rassegna che vede insieme Comune, CPO, Coop il Mosaico, Ceas, Bim, Casa Piani, scuole e associazioni per la promozione della cultura del rispetto delle differenze e per la costruzione di una società più equa.”
“Le donne hanno una visione diversa sulla realtà e sulla vita – dichiara Virna Gioiellieri, Coordinatrice Commussione Pari Opportunità -. E' una diversità che nella Storia si è tradotta in un beneficio enorme per l'umanità e il progresso, quando ha potuto esprimersi. Per questo "Scienziate visionarie" che come Commissione Pari Opportunità insieme dall'Assessorato abbiamo fortemente voluto, vuole riproporre questa riflessione attraverso storie di Scienziate che hanno fatto la differenza. Per farlo hanno avuto il coraggio di contrastare i pregiudizi e gli schemi patriarcali che le volevano in ruoli ancillari e di servizio. Un incoraggiamento anche alle ragazze che aspirano alla scienza ma non si sentono adeguate a causa degli stessi pregiudizi”.


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via Mazzini, 4

40026 Imola

Luoghi

Teatro dell'Osservanza

via L. Venturini, 18 - 40026

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Ultimo aggiornamento: 02-04-2024, 14:56