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Imola ha ricordato Amedeo Ruggi, sindaco saggio, onesto e amato da tutti

nella Sala del Magistrato, all’epoca ufficio del sindaco Ruggi, una targa a ricordo

Una giornata di forte emozione

“Questa giornata dedicata al ricordo di Amedeo Ruggi è una giornata molto sentita e di forte emozione. Ringrazio la famiglia, tutti i presenti e voglio salutare il vice sindaco Fabrizio Castellari, che ha condiviso con me questa iniziativa”. Con queste parole il sindaco Marco Panieri questa mattina ha aperto, nella sala del Consiglio comunale, l’iniziativa, dal titolo “Amedeo Ruggi, un Sindaco tra la gente”, alla quale sono intervenuti Cesare Baccarini, già Assessore nella giunta del sindaco Ruggi 1965/1970; Maria Rosa Franzoni, già Assessore nella giunta del sindaco Gualandi 1975/1980; Marco Orazi, storico, Cidra Imola; Andrea Ferri, vice direttore Archivio Diocesano di Imola; Marco Remo e Paolo Ruggi, figli di Amedeo Ruggi e Paolo Calvano, Assessore al bilancio, personale, patrimonio e riordino istituzionale della Regione Emilia-Romagna. Poco prima, nella Sala del Magistrato, che all’epoca ospitava l’ufficio del sindaco Ruggi, nella residenza del palazzo comunale, il sindaco Panieri, insieme ai figli Marco Remo e Paolo ed all’assessore regionale Paolo Calvano, ha scoperto la targa a ricordo di Amedeo Ruggi. Queste le parole incise sulla targa: “In memoria di Amedeo Ruggi sindaco saggio, onesto ed amato da tutti”.                                             

Con Ruggi Imola entrò nella modernità

Ruggi è stato sindaco di Imola dal 1962 fino al 30 ottobre 1971, quando morì al suo tavolo di lavoro, in municipio. “Nel periodo 1962-1971 Imola entrò nella modernità e Ruggi dedicò la vita alla sua Imola. Le novità furono molte, improntate al concetto di “polis”, città con i suoi quartieri diversamente motivati ma in armonia e non “castrum”, raggruppato su cerchi concentrici. Veraldo Vespignani guidò gli anni duri della rinascita, orientando saggiamente la ricostruzione, creò solide premesse per la fase dello sviluppo. Ma gli anni ai quali dobbiamo l’Imola moderna che è entrata nel terzo millennio, furono quelli del Sindaco Amedeo Ruggi” ha detto il sindaco Marco Panieri, ricordando anche l’impegno di Ruggi nel salvare alcuni ebrei imolesi durante il fascismo.

“Fin dall’inizio del suo mandato, egli si dedicò alla definizione di un percorso pianificato di crescita del territorio, costituendo l’Ufficio Statistica e Studi ed avvalendosi di qualificate consulenze per elaborare il progetto che poi impegnò l’Amministrazione comunale nei successivi 15 anni, di cui dieci con la Giunta da lui stesso presieduta, cinque affidati a quella del successore, il sindaco Enrico Gualandi; un quindicennio la cui continuità – oltre che per la corretta gestione – si caratterizzò col disegno politico riformista” ha aggiunto l’attuale primo cittadino. “Ruggi avviò quella svolta con la solida cultura e competenza amministrativa, l’autorevolezza ideale e politica derivante dalla sua capacità di fare squadra, di riconoscere le competenze e i meriti. Tutto ciò completato da una specchiata onestà, dal culto della trasparenza e della legalità, sia nell’opera di governo che nei rapporti coi cittadini, quali che fossero le loro idee e il loro ruolo sociale. E al di sopra di tutto ponendo sempre il bene comune. Imola si giovò di queste rare e preziose qualità. In queste condizioni, il nuovo Sindaco e la Giunta si diedero due priorità: potenziare le infrastrutture nelle campagne e mettere in cantiere una variante generale del piano regolatore per dare a tutto il territorio imolese un assetto moderno e una missione” ha concluso il sindaco Panieri.

Marco Remo e Paolo Ruggi: “ci ha trasmesso valori fondamentali” 

“Vogliamo ringraziare il sindaco Panieri e il vice sindaco Castellari per avere organizzato questa iniziativa a ricordo del babbo” ha detto Marco Remo Ruggi, intervenendo anche a nome del fratello Paolo. Quando loro padre morì, avevano rispettivamente 17 anni e 15 anni. “Per noi è stato un padre in grado di trasmettere valori fondamentali che applicava nella vita politica come in quella privata. Le tante e continue testimonianze di affetto e di stima che abbiamo continuato a ricevere in tutti questi anni ce lo fanno sentire tuttora presente e ci hanno fatto avere la consapevolezza che sia stata davvero una bella persona” ha aggiunto Marco Remo.

“Condividere il padre con la politica è stato difficile, per il poco tempo insieme. Ma ogni volta che aveva tempo libero era l’occasione per stare insieme” ha aggiunto con commozione Marco Remo, ricordando i giocattoli costruiti insieme e i tanti viaggi, anche all’estero, con tutta la famiglia. “Ci ha trasmesso la passione per lo sport, basti pensare al suo impegno per realizzare il palazzetto dello sport, che porta il suo nome e la piscina comunale; l’amore per il cinema e l’impegno profuso nel valorizzare l’autodromo. Ci ricordiamo che in occasione dell’intitolazione dell’autodromo a Dino Ferrari, Enzo Ferrari venne a trovare nostro babbo convalescente a casa”. Infine il ricordo della madre. “Vogliamo ricordare nostra madre Magda, che ha sostenuto e reso possibile l’impegno politico di nostro padre” ha concluso Marco Remo Ruggi.                                        

L’assessore Calvano: “la sua storia ci deve essere di esempio”

Da parte sua l’assessore regionale Paolo Calvano ha sottolineato: “la storia del sindaco Ruggi ci deve essere di esempio. In primo luogo auspico che noi amministratori pubblici possiamo avere la stessa ambizione che hanno avuto Ruggi volta ad utilizzare quegli anni per cambiare le comunità e proiettarle nel futuro. Il secondo insegnamento consiste nel concentrarsi non solo sul ridare una crescita in termini economici al nostro Paese e alle nostre città, ma anche sul ridistribuire in modo equo la ricchezza: crescita e giustizia sociale devono camminare insieme”.

“Per me è stato un grande piacere essere qui, perché nella vita di Ruggi si coglie un altro aspetto fondamentale: il recupero dell’empatia con i cittadini, dell’umanità che deve pervadere anche la dimensione della politica. Di una politica che deve trasmettere umanità. A questo si aggiunge un’altra lezione: cioè che gli amministratori pubblici devono essere riconosciuti dai cittadini per la loro autorevolezza” ha aggiunto l’assessore regionale Paolo Calvano, che ha poi concluso “vorrei ringraziare la famiglia, perché se un amministratore come Ruggi si è potuto dedicare in toto alla città, togliendo tempo ai propri cari, è anche grazie alla sua famiglia. E grazie al sindaco Amedeo Ruggi, che ha consentito alla comunità di poter beneficiare del suo tempo; il suo agire rimarrà per sempre nella memoria di tutti noi”.

I figli Paolo e Marco Remo, con il sindaco Panieri e l'assessore regionale Calvano nella Sala del Magistrato

 

La cerimonia

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ultima modifica 04/11/2021 15:27 — pubblicato 30/10/2021 18:35