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BUONI SPESA: Comune e Asp aprono il terzo bando per fare richiesta

DOMANDE dal 3 MAGGIO AL 17 MAGGIO

ristori ter - buoni spesa - tutti i loghi

Fino a lunedì 17 maggio aperto il terzo bando per poter usufruire dei BUONI SPESA per generi alimentari e beni di prima necessità messi a disposizione dal governo all’interno del cosiddetto “Ristori ter” (Decreto Legge 23/11/2020 n. 154).

Il bando ha gli stessi criteri dei due precedenti ed è aperto solo a coloro che non hanno già presentato domanda nelle due precedenti occasioni.

Criteri e requisiti

La domanda, da redigere su modulo predisposto, deve indicare:

  • la composizione del nucleo famigliare,
  • l’ISEE, che non deve superare i 17.000 euro
  • la situazione lavorativa ed economica

e deve essere corredata di modello ISEE 2021.

Occorre indicare il tipo di aiuto che si intende ricevere:

  • di carattere temporaneo - in questo caso si può scegliere in alternativa o il sostegno al pagamento dell’utenza o la fornitura di generi alimentari e beni di prima necessità, il cosiddetto ‘pacco spesa’, che viene identificato con una speciale etichetta
  • oppure di carattere prolungato - in questo caso l'intervento viene concordato con i Servizi sociali, con una valutazione della situazione di bisogno complessiva.

A titolo informativo, andrà indicato se si è già seguiti da associazioni o realtà di sostegno (ad esempio Banco Alimentare, Caritas, Associazione “No sprechi ODV”, per citarne alcune).

Scadenze

Le domande vanno presentate dal 3 maggio al 17 maggio - esclusivamente sul modulo predisposto.

Avviso pubblico - modulistica

Avviso pubblico e modulo di domanda saranno reperibili su www.aspcircondarioimolese.bo.it

Il modulo opportunamente compilato, va inoltrato:

  • tramite posta elettronica all’indirizzo mail: ristori@aspcircondarioimolese.bo.it
  • oppure tramite raccomandata R.R. da indirizzare a: ASP Circondario Imolese - viale D’Agostino n. 2/a – 40026 Imola (deve pervire ad Asp Circondario Imolese entro e non oltre il 27 maggio 2021)

 

Per il Comune di Imola sono stati stanziati dal governo 370.038,57 euro che l’Amministrazione comunale utilizza all’interno del progetto denominato “Ristori ter. Vicino ai cittadini verso una ripresa equa e inclusiva”.
Per soddisfare il maggior numero di utenti possibile, anche attraverso una ragionata differenziazione delle forme di sostegno, l’Amministrazione comunale ha deciso di avvalersi della collaborazione dell’Asp Circondario Imolese, dell’Associazione “No sprechi ODV” e della Fondazione Banco Alimentare Emilia-Romagna Onlus.


In totale nei primi due bandi sono state ammesse 558 domande

In totale sono state ammesse 558 domande, di cui 230 nel primo bando (complessivamente sono 64 quelle escluse perché non rispondenti ai requisiti necessari). Delle 558 famiglie che beneficiano del sostegno richiesto, il 40% ha chiesto un aiuto alimentare, quasi il 24% un contributo utenze e oltre il 36% una attenzione più prolungata. Quindi circa il 64% ha chiesto un aiuto temporaneo.

“Dopo avere dato risposta a queste famiglie, l’ASP  ha ancora a disposizione  circa € 132mila mentre l’associazione “No sprechi”  per il no - food circa € 59mila. Ricordiamo che sul food provvede il Banco alimentare con risorse già disposte a parte. E' per questi motivi che si è deciso di predisporre un terzo bando, mentre nel contempo provvederemo ad aiutare ancora quelle famiglie che avendo chiesto un primo aiuto alimentare, coi primi bandi, si trovano ancora nella situazione di bisogno” spiega Daniela Spadoni, assessora al Welfare, che aggiunge “per i figli minori di queste famiglie “No sprechi” potrà predisporre, se vi è bisogno, sempre con queste risorse anche  un corredo scolastico composto da astucci e zaini per l'anno  scolastico che partirà a settembre  e che speriamo si svolga interamente in presenza”. L’assessore al Welfare sottolinea, inoltre, che “apriamo il terzo bando nel  momento forse più propizio per accertare una difficoltà economica, perché è il momento in cui vengono redatti i CUD con i redditi 2020, che sono uno dei  segni formali e concreti della crisi economica originata dalla pandemia”.

L’assessora Spadoni: “un esempio concreto di welfare di comunità”

“Molte famiglie incontrate hanno perso il lavoro in questo tempo di pandemia, perché esercitavano una professione nella forma dell'artigianato o perché avevano contratti di lavoro a tempo determinato che non sono stati rinnovati, oppure perché lavoravano in settori che hanno subito chiusure. Tra il primo e secondo bando si è riscontrato un aumento delle domande, probabilmente per motivi inerenti la predisposizione dell'ISEE” fa sapere l’assessora Spadoni.

Nonostante le attuali difficoltà, tra chi ha fatto domanda nei due precedenti bandi non manca la speranza nel futuro. Come spiega l’assessora Spadoni “tra le tante persone incontrate, molte hanno manifestato speranza nel futuro, dichiarando di avere chiesto aiuti temporanei perché hanno intenzione di impegnarsi  a rimettersi “in moto” il prima possibile.”

Altri aspetti emersi sono la fiducia nelle istituzioni e la generosità delle stesse persone che si sono rivolte all’Asp. “Ringraziamo ciascuna di queste persone per  la fiducia nelle istituzioni che hanno dimostrato e anche per chi ci ha trasmesso speranza nel futuro e nella ripresa, e per coloro che con le critiche ci stanno aiutando a migliorarci per essere più efficaci – aggiunge l’assessora al Welfare -. Una mamma contattata per la consegna del pacco ci ha ringraziato e ci ha pregato di consegnare il suo pacco ad altra famiglia bisognosa perché lei nel frattempo era stata cercata per un colloquio di lavoro. Grazie anche a  questa famiglia per la testimonianza di solidarietà comunitaria”.

“Oggi, oltre a ringraziare gli enti che ci stanno aiutando nella realizzazione di questo progetto (Asp, No Sprechi, Fondazione Banco Alimentare), vogliamo dire grazie anche a tutti coloro, soggetti privati, centri sociali, associazioni e parrocchie che si sono prodigati e che si prodigheranno ancora ad aiutare le famiglie nel compilare il modulo per la partecipazione al bando – conclude l’assessora Daniela Spadoni -. Ognuna di queste realtà ha svolto un ruolo fondamentale nel servizio alla città. E' questa una concreta realizzazione del modello collaborativo espressione del welfare di comunità, dove cittadini, enti, imprese e organizzazioni del terzo settore lavorano insieme per favorire la coesione sociale”.

 

 

ultima modifica 03/05/2021 18:30 — pubblicato 03/05/2021 18:25