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Insediato il Tavolo scuola, per valutare possibili soluzioni per i campi estivi e la ripresa a settembre

11 maggio 2020 il primo incontro in attesa degli indirizzi nazionali e regionali

Si è tenuto lunedì 11 maggio, nella Sala Consiglio Comunale, il primo incontro del Tavolo Scuola, convocato dal Commissario straordinario dott. Nicola Izzo.

L’occasione per presentare, da parte delle diverse componenti, problematiche e ipotesi di lavoro, in attesa della definizione delle necessarie indicazioni da parte del governo e della regione, sia per quanto riguarda possibili soluzioni organizzative volte a facilitare la ripresa dell'attività scolastica a settembre sia per la possibilità di predisporre servizi ed attività per il periodo estivo rivolti a bambini e ragazzi.

I genitori: facciamo risocializzare i bambini

Da parte dei genitori è emerso che qualsiasi soluzione che possa riportare, naturalmente in piena sicurezza, i bambini in attività scolastiche o di socializzazione come i campi estivi, è meglio del prolungare la loro presenza a casa. Con una attenzione specifica anche alle disabilità gravi, che per ovvi motivi non hanno potuto beneficiare della didattica a distanza. I centri estivi possono essere anche il banco di prova per capire le dinamiche e le problematiche per l’avvio dell’attività scolastica a settembre, sperimentando soluzioni che potrebbe essere applicate poi anche alla ripresa .

La richiesta da parte dei genitori è quella di stare all’aperto il più possibile, in questi mesi estivi, consapevoli che il rischio ‘zero’ non esiste e che la predisposizione di adeguati servizi comporterà anche un aumento dei costi, che i gestori dei servizi educativi ritengono debbano essere suddivisi fra gestori dei servizi, famiglie ed enti locali.

Perché il danno psicologico che stanno subendo i bambini – tanto più i figli unici - in questi mesi a casa da scuola, con la mancanza del rapporto diretto con docenti e con compagni di classe, è molto forte. Un danno che in realtà ha colpito tutti le fasce di età degli studenti, sia delle elementari, che delle medie e delle superiori, oltre che i più piccoli, come confermano i rappresentanti dei genitori ed i dirigenti scolastici.

Tenere alta la bandiera della sicurezza

Perché se anche se la didattica a distanza ha dato buoni risultati nel campo dell’apprendimento, come richiamato dai dirigenti scolastici, quello che è mancato è il rapporto diretto, relazionale, che è il cuore della scuola. Una tipologia di didattica che ha penalizzato fortemente la formazione professionale, in quanto questa si basa molto su attività in laboratorio e stage nelle aziende. Mentre dai rappresentanti dei Consigli di istituto delle scuole statali viene la proposta di un momento di ripresa della didattica, prima dell’inizio della scuola, per capire il reale grado di apprendimento e la richiesta di tenere ben alta la bandiera della sicurezza, nel momento in cui si riapriranno le scuole.

A questo proposito l’Ausl ha sottolineato la necessità, riguardo alle soluzioni per le attività dei centri estivi e la riapertura delle scuole, di tenere conto sia delle linee guida nazionali e regionali sia del quadro epidemiologico in città, vista la particolarità del virus e della sua modalità di diffusione.

La disponibilità del Comune

“Trovare soluzioni è un percorso complesso e difficile, che deve prendere avvio da un lato dal valutare il danno psicologico causato ai bambini e ragazzi dalla mancanza di relazione diretta con docenti e compagni di classe dall’altro dal capire quanto hanno appreso in questo periodo di didattica a distanza. Aspetti che vanno superati sapendo che al momento non ci sono ancora indirizzi precisi” ha detto il Commissario dott. Izzo, che ha aggiunto “per quanto riguarda i campi estivi, sappiamo che per definire le soluzioni, siamo comunque di fronte a bambini che devono essere guidati ad un senso di responsabilità che non può appartenere alla loro età”.

Sempre sul fronte della responsabilità, nasce un secondo problema, che concerne il rapporto fra genitori e servizi educativi. “Pertanto, la proposta che avanzo è che nel caso di avvio di servizi estivi si stilino protocolli che siano condivisi sia da genitori che da chi fornisce il servizio” aggiunge il Commissario. Terzo aspetto problematico, da comunicare bene, è che il rischio ‘zero’ non esiste, pertanto è fondamentale che ogni iniziativa, oltre al rispetto di quanto verrà definito dalle direttive nazionali e regionali, abbia l’avvallo del Servizio sanitario, perché è fondamentale avere il quadro dell’evoluzione epidemiologica in sede locale, nei prossimi mesi.

“Il Comune metterà a disposizione tutti i propri spazi che si rendessero necessari, sia nella fase estiva sia nella ripresa a settembre, oltre a fornire il supporto tecnico e le risorse che ci verranno messe a disposizione a livello nazionale e regionale, garantendo percorsi burocratici snelli per il trasferimento delle risorse agli organizzatori delle attività” anticipa il Commissario. Che per quanto riguarda la ripartenza a settembre spiega “è chiaro che non essendoci spazi in più da reperire per ricavare nuove aule, come hanno detto i dirigenti scolastici, l’alternativa è fra i doppi turni e la divisione delle lezioni con metà studenti in aula e metà in collegamento a distanza”.

I prossimi incontri

Non appena saranno definiti indirizzi precisi a livello nazionale e regionale, proseguiranno gli incontri del Tavolo scuola, che è un luogo di confronto aperto anche al contributo di altri organismi o associazioni di cui si renderà proficua la consultazione.

A coordinare i lavori sarà la dott.ssa Licia Martini, responsabile del diritto allo Studio dell’Area servizi alla persona-Scuole del Comune, insieme al dirigente del settore, dott. Stefano Lazzarini. Si tratterà di incontri anche mirati, settore per settore, per affrontare nel merito le differenti problematiche che riguardano i diversi ordini di scuole, a seconda delle fasce di età degli studenti.

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ultima modifica 13/05/2020 16:55 — pubblicato 13/05/2020 16:55