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Indirizzo
Viale Carducci, 29
40026 Imola (Bo)
Telefono
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0542.34030
E-mail
sc.musica@comune.imola.bo.it


Un po' di storia
Le origini
di Katia Dal Monte
La scuola tra il 25 ed il 55
di Domenico Vignoli
L'apertura del 1 marzo 1979
di P. Zangelmi e A. Taracchini
Uno stage tira l'altro
di Giulia Giuffrida

Le origini
La "scuola di Musica e canto" nasce nel 1925, intitolata a Pietro Baroncini, imolese, che decide di donare il suo patrimonio al Comune di Imola per incoraggiare l'educazione musicale. La scuola, al cui interno hanno modo di formarsi valenti musicisti della zona, giunge ad una temporanea chiusura nel maggio del 1955.

Nel 1968 Anita Serantoni, nipote di Don Vassura, compositore, maestro di Cappella del Duomo di Imola per 36 anni, nonchè insegnante della scuola "Pietro Baroncini", lascia, per volontà dello zio, e per onorarne la memoria, la villa di Viale Carducci al Comune di Imola, perchè in essa riapra i battenti una scuola di musica.

Ancora oggi, dalla riapertura avvenuta nel 1979, la Scuola si trova in questa sede, con il nome di Vassura-Baroncini ed un numero costantemente elevato di allievi, bambini ed adulti, ripartiti tra i corsi strumentale e di base. Nel corso di questi 22 anni di vita, alla direzione si sono avvicendati 5 direttori: Piero Luigi Zangelmi (compositore), Gherardo Macarini Carmignani (già direttore del Conservatorio "Rossini" di Pesaro), Gino Poggi (violinista), Franco Scala (direttore dell'Accademia pianistica di Imola), fino all'attuale direttore Franco Giovannelli.

Guidati da bravi insegnanti, centinaia di ragazzi, adulti e bambini hanno imparato ad amare la musica, tanto da sceglierla, in molti casi come professione. Decine di ragazzi hanno, ogni anno, superato esami di Conservatorio (la punta massima è stata toccata nel 1986 con 39 esami).

Alcuni hanno vinto borse di studio e concorsi, molti si sono brillantemente diplomati e alcuni di loro insegnano tuttora alla Vassura-Baroncini. Per diversi anni un coro femminile di 30 elementi ha animato e dato prestigio alla scuola, segnalandosi in rassegne e concorsi vincendo fra l'altro, il concorso nazionale per cori di Arezzo nel 1985.

In questi ultimi anni ha preso vita un coro di voci bianche diretto da una ex componente del coro femminile, intitolato a Gino Piastrelloni, un'orchestra di chitarre e varie formazioni da camera.

Alle attività didattiche si sono affiancate, negli anni, numerose manifestazioni pubbliche (mediamente 40 all'anno) di vario tipo: oltre ai saggi finali degli allievi, molti concerti, una rassegna di corali ripetuta per alcuni anni, seminari, collaborazioni diverse con il Teatro Comunale, la Biblioteca Comunale e le Istituzioni scolastiche della città, corsi di aggiornamento per insegnanti, rassegne concertistiche con i docenti della scuola e collaborazioni con altre scuole musicali italiane e straniere. Recentemente la scuola ha organizzato, in collaborazione con il Centro Musicale "Ca' Vaina", una giornata di studi sul tema "L'Ente pubblico e la formazione musicale".

Katia Dal Monte

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La scuola di musica tra il '25 e il '55 nei ricordi di Domenico Vignoli
Domenico Vignoli è un violinista imolese, quasi novantenne, di bell'aspetto giovanile, elegante e sorridente. E' stato allievo della prima scuola di musica "Pietro Baroncini" che aprì nel 1925 grazie al lascito dello stesso Baroncini ed insegnante negli anni ottanta dell'attuale "Vassura-Baroncini".

Vignoli è venuto a trovarci alla scuola e ci ha raccontato la sua storia di musicista ad iniziare dagli anni Venti, quando, giovane allievo di violino, frequentava a Imola la scuola di musica "Arcangelo Corelli" tenuta da Orlando Sabatani, violinista, e dalla moglie Maria Manara, pianista, figlia del primo direttore del Conservatorio di Trieste.

La scuola era stata fondata nel 1922 e rimase attiva in città per alcuni anni, fino al trasferimento dei coniugi Sabatani. Fu così che nel 1925, quando venne istituita la scuola "Pietro Baroncini", Vignoli e molti altri giovani musicisti imolesi, tutti studenti di strumenti ad arco, confluirono nella nuova struttura formando un gruppo già solido e compatto che permise alla scuola di proporre quasi subito i concerti alla città.

All'epoca la scuola era situata in via Cavour, nei locali di una scuola elementare oggi distrutti. La scuola prevedeva solo l'insegnamento degli strumenti ad arco e pianoforte, oltre a solfeggio, storia della musica ed esercitazioni corali. Ed è in questa materia che troviamo insegnante Don Antonio Vassura.

La scuola raccolse grande partecipazione, grazie anche alla qualità dei suoi docenti molti dei quali insegnanti al Conservatorio di Bologna: Marchetti per la classe di contrabbasso, Federico Barera per violino, Giulio Suzzi per solfeggio, Peppino Mazzoni per la classe di violoncello, mentre Ranalli assunse la carica di direttore ed il figlio Ino quella di docente di pianoforte.

Nel '40, quando il dramma della guerra costrinse alla chiusura della scuola, era direttore il pianista Filippo Ivaldi.

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L'apertura del 1 marzo 1979 vista dal direttore Piero Luigi Zangelmi e dal responsabile amministrativo Alfredo Taracchini
Quando si pensò di riaprire la scuola di musica "Vassura-Baroncini" (e ciò avvenne nei primi giorni di marzo dell'anno 1979) si volle organizzare una struttura che poca somiglianza avesse con i Conservatori di Stato che sono organismi notoriamente sempre più fatiscenti dal punto di vista dell'educazione musicale. Infatti si pensò subito a una tipologia educativa mirante a rafforzare sia la creatività spontanea che l'interdipendenza espressiva, e per quest'ultima si doveva intendere l'esercizio etico della coralità, attività assolutamente indispensabile per la formazione sociale della persona e per "creatività spontanea" l'esercizio estemporaneo della propria fantasia.

Questo è un altro elemento che concorre a indurre la persona a compiere azioni psichicamente liberatorie. Furono giornate di fuoco quelle durante le quali si dovevano incontrare genitori che venivano a informarsi e sia io che la signora Katia Dal Monte, eccezionale collaboratrice, ci demmo doverosamente da fare per chiarire nelle menti confuse i dubbi e le incertezze. Ho nella mente un numero: 200; e furono 200 le mani che strinsi in un giorno nel saluto...

Ma di un altro personaggio è doveroso ricordare la presenza in quei giorni, dell'allora Assessore alla cultura Augusto Fanti che credette subito nelle mie intenzioni e che oggi ancora ringrazio per la sua disponibilità culturale.

In una società come quella in cui viviamo, spinta verso la degenerazione e nella quale i valori morali e spirituali vengono derisi perfino dalle Istituzioni e il rispetto non esiste più, è un bene che scuole come la "Vassura-Baroncini" continuino a impartire lezioni di ben vivere e a dare ai giovani la sensazione che non tutto è perduto.

Piero Luigi Zangelmi

Sono entrato per la prima volta in questa scuola che era ancora un'abitazione, con in giro ancora gli odori e i segni di chi, fino a poco prima, aveva trascorso in quella villetta una vita intera. Mi era stato affidato il compito di trasformarla in una scuola di musica, in un periodo di dinamico fervore culturale (erano stati aperti al pubblico, nello stesso decennio, la Rocca, il Teatro, la Galleria Risorgimento, i Centri di lettura, Palazzo Tozzoni).

Erano anni strani, in cui, all'impegno di fare in modo che nessun evento culturale si trasformasse in un fenomeno di élite, si univa un atteggiamento - a volte critico e a volte reverenziale - verso le istituzioni culturali consolidate e tradizionali. In questo caso si voleva creare una struttura che colmasse in qualche modo l'indifferenza della scuola pubblica verso la musica, sapendo però del rischio - in assenza di modelli forti da imitare - di ricreare un piccolo conservatorio di provincia, con i limiti e le ruggini dei conservatori ufficiali.

Non a caso il primo statuto che redigemmo parlava di "scuola di avviamento all'educazione musicale" - e non di scuola di musica - proprio perchè le differenze e gli obiettivi del nostro progetto fossero evidenti. Sono poi iniziati i primi esperimenti didattici, le prime prove. Lentamente, per fortuna, la villetta di Viale Carducci ha iniziato ad affollarsi di bambini.

Ho smesso di occuparmi direttamente della scuola quando - sotto la cura di Katia Dal Monte e di Gino Poggi - ho avuto la certezza che poteva tranquillamente, spelndidamente, camminare con le proprie gambe.

Alfredo Taracchini

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Uno stage tira l'altro
quando musica è sinonimo di unione anche gli stage sono una cosa seria
Ormai è il quinto anno consecutivo che la Scuola di Musica Vassura-Baroncini attua gemellaggi con altre città, e se è vero che le frontiere europee sono aperte, è proprio il caso di dire che i ragazzi delle scuole di musica di Imola, Weinheim e, in qualche occasione, Gennevilliers danno e hanno dato un esempio veramente concreto al significato di Europa unita.

Tutto è cominciato nel settembre del 1955 quando a Imola sono giunti i tedeschi di Weinheim e si è incominciato subito a rompere il ghiaccio provando a comunicare con un inglese scolastico masticato appena; l'anno dopo i tedeschi hanno ricambiato l'ospitalità e alcuni rappresentanti imolesi sono approdati sul suolo "deutsch".

Nel luglio del 1997 il progetto più ambizioso: un "triangolare" tra Imola, Weinheim e Gennevilliers; gli ingredienti sono buoni, gli insegnanti bravi ad amalgamare il tutto e la ciambella riesce col buco per la terza volta consecutiva. A 10 mesi fa risale l'ultimo scambio. Ormai ci si concosce bene e la "trasferta" in Germania è una vera e propria festa.

Tra poco avrà luogo (questa volta a Imola) il quinto stage nella storia della Vassura-Baroncini e l'aspettiamo tutti con ansia perchè sarà un modo per incontrarci di nuovo e raccontarci un anno di vita durante il quale ci si è potuti sentire solamente "by mail".

Non va comunque sminuito l'aspetto culturale dei gemellaggi che permettono di confrontarsi con persone con uno stile di vita molto diverso dal nostro, ma che hanno voglia di "fare gruppo".

L'aspetto musicale è poi di fondamentale importanza perchè permette agli insegnanti di confrontare i metodi didattici per migliorarsi continuamente e ai ragazzi di suonare e provare per molte ore al giorno senza sentire quasi per niente la stanchezza.

Tutto viene preso con più spirito, ma nel contempo l'impegno aumenta sensibilmente perchè tutti tengono a suonare bene in una orchestra internazionale, dando il meglio di loro stessi per il bene del gruppo e quindi dei sempre attesissimi e palpitanti concerti finali.

In complesso questi stage sono stata un'esperienza molto positiva, ma durante tutti e quattro gli anni di scambi un rimpianto c'è: hanno sempre avuto la durata di una settimana che ha reso il tutto molto rapido. Ora non ci resta che sperare nel proseguire per ancora molti anni di questa esperienza positiva con l'augurio che duri sempre di più, stimolando sempre maggiormente i ragazzi a confrontarsi fra di loro e unire la grinta per "sfidarsi" ogni anno con pezzi sempre più difficili e impegnativi.

Giulia Giuffrida
(corso di violino)

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Scuola di Musica Vassura - Baroncini viale Carducci, 29 40026 Imola (Bo)
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