Comprende
quattro vetrine in cui sono raccolti: gli strumenti di pietra
scheggiata o levigata del Paleolitico, del Neolitico e dell'età
del rame raccolti nel territorio imolese da Giuseppe Cerchiari
e Giuseppe Scarabelli, in base ai quali quest'ultimo elaborò il
suo celebre articolo del 1850 considerato il punto di partenza
degli studi scientifici di preistoria italiana; i reperti provenienti
dai villaggi protostorici scavati da Giuseppe Scarabelli sul monte
Castellaccio presso Imola e nel podere San Giuliano presso Dozza,
che costituiscono ancora oggi le principali fonti di informazione
sulla civiltà dell'età del bronzo della Romagna; i manufatti rinvenuti
da Giacomo Tassinari, Domenico Zauli Naldi, Giuseppe Scarabelli
ed altri nella grotta del Re Tiberio presso Borgo Rivola, sede
di un culto dell'età del ferro.
