Il
museo nasce nel 1857 con la donazione alla collettività di alcune
pregevoli collezioni naturalistiche, arricchite in seguito da
altre di archeologia preistorica, etnografia, culture extraeuropee,
etc. Tra i donatori la figura più significativa, cui è intitolato
il museo, è quella di Giuseppe Scarabelli, iniziatore degli studi
di preistoria italiana e pioniere della geologia dell'Appennino,
oltre che rilevante personalità in campo politico e civile. Il
museo è stato riaperto nel 1995 dopo lavori di catalogazione e
restauro, condotti nel rigoroso rispetto dell'interessante allestimento
museografico ottocentesco di matrice positivistica, uno dei pochissimi
ancora conservati in Italia.
