Le
ceramiche restituite dal corpo della rocca durante gli interventi
di recupero a partire dagli anni 1960, si offrono in un allestimento
che evidenzia i vari contesti di provenienza - il mastio soprattutto
con i suoi due pozzi, quello d'acqua e quello da "butto", e le
sue segrete - e sono tangibili testimonianze della vita all'interno
della fortezza. I decori araldici e i segni dei diversi utilizzi
che si ritrovano sul vasellame recuperato sono traccia delle antiche
abitudini, delle preferenze e delle condizioni sociali di chi
nella rocca ha abitato dal '300 fino al XIX secolo. Tra le maioliche
arcaiche spicca il bel boccale decorato con l'aquila araldica,
stemma degli Alidosi, signori di Imola tra il '300 e '400. Raro
è poi un intero servizio di diciotto piatti in ceramica graffita
dell'inizio del XV secolo ritrovato nel pozzo da "butto" ai piedi
del mastio, che suscita interrogativi sull'occasione - una cerimonia,
un matrimonio? - per il quale è stato realizzato e sul perché
sia stato infine gettato.
