Percorsa
una lunga galleria, che accoglie una serie di riproduzioni di
dipinti un tempo presenti a Imola e che ora si trovano in altre
cittā in seguito a dispersioni e vendite - una specie di museo
disperso -, si accede all'antico dormitorio del convento dove
č esposta la quadreria di soggetto religioso ordinata in base
alla collocazione originaria dei dipinti nei luoghi di culto cittadini.
Qui ad artisti operanti nel Quattrocento, come il "Maestro del
Trittico di Imola" ed il veneto Pelosio si affiancano opere cinquecentesche
di artisti locali come Innocenzo da Imola e Gaspare Sacchi. La
scuola bolognese č presente con il Martirio di S. Stefano
del manierista Samachini, con la tela seicentesca di D.M. Viani
e un piccolo dipinto di U. Gandolfi. Completano il panorama delle
opere di soggetto sacro alcuni dipinti di Lavinia Fontana (1522-1614)
e del forlivese G. Zampa (1731- 1808).
