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Una Casa per tutti quelli che ne hanno bisogno: le mosse del Comune.

editoriale - 28 ottobre 2016
Roberto Visani

Dare risposte concrete al fabbisogno abitativo delle famiglie realmente in difficoltà. Questo è uno degli impegni che stanno più a cuore alla Giunta comunale, che sta cercando soluzioni anche innovative per risolvere il problema.
Intanto, negli ultimi tre anni abbiamo assegnato un centinaio di alloggi popolari ad altrettante famiglie in difficoltà, tuttavia la presenza di case senza persone e di persone senza casa rappresenta una contraddizione sociale che interpella tutta la comunità. E di fronte ai dati sugli sfratti che non accennano a diminuire, riteniamo nostro dovere procedere all'assegnazione del maggior numero possibile di case popolari per i nuclei familiari presenti in graduatoria, pensando contestualmente a soluzioni nuove, in grado di dare risposte immediate alle famiglie in emergenza abitativa.
In questo contesto, di misure ne abbiamo adottate parecchie e ultimamente abbiamo aggiunto anche altri tasselli.


Partiamo dal contributo straordinario per il recupero di alloggi sfitti, un investimento da 280.000 euro che la Giunta ha destinato nel 2016 al recupero di una ventina di alloggi del patrimonio di edilizia residenziale pubblica – le cosiddette case popolari - da destinare all'affitto e che prevediamo siano pronte entro l'anno.
Inoltre, si sta completando un importante intervento nel quartiere Marconi: tre condomini di edilizia residenziale pubblica saranno ristrutturati e sistemati grazie ad un intervento di efficientamento energetico, per un costo complessivo di circa 500.000 euro sempre a carico del Comune. L'intervento è pensato per rigenerare un quartiere oggetto, negli ultimi anni, di un prezioso lavoro di comunità, che ha visto operare insieme realtà istituzionali e sociali all'interno del progetto 'Marconi in Rete'. Proprio qui abbiamo tra l'altro apprezzato, giusto un mese fa, il contributo originale dell'arte di strada, realizzato dall'Associazione Noi Giovani.
Se la rigenerazione urbana, la sicurezza e la coesione sociale sono ingredienti fondamentali per una buona convivenza civile, si cercano intanto nuove soluzioni per rispondere a quella precarietà abitativa che discende dalla crisi e dalla perdita di lavoro che aumenta la fragilità sociale.
Due recenti provvedimenti vanno in questa direzione: l'avvio di un progetto sperimentale di autorecupero abitativo e l'accordo di collaborazione fra il Comune di Imola, l'ASP e la Caritas diocesana per il sostegno di famiglie in emergenza abitativa.
Con l'autorecupero, proposto dal Comitato Antisfratto, sperimenteremo la possibilità di assegnare alcuni alloggi popolari, attualmente sfitti, a nuclei familiari disponibili a farsi carico di piccoli interventi di manutenzione, fino a un massimo di 1.500 euro da detrarre dal canone mensile.
L'accordo di collaborazione fra Comune, ASP e Caritas, con il contributo della Fondazione della Cassa Risparmio di Imola, facilita invece la collaborazione fra istituzioni e mondo No-Profit, responsabilizzando le persone che ricevono un aiuto al fine di favorire il loro reinserimento sociale. L'accordo offre soluzioni abitative temporanee (massimo 36 mesi) a nuclei familiari in situazioni di disagio sociale e sperimenta forme di coabitazione tra adulti e anziani, con rapporti di locazione agevolati.


Le azioni messe in campo sono dunque varie, ma sappiamo che c'è ancora tanto da fare.
La nostra intenzione è quella di continuare a procedere, passo dopo passo, nella direzione di un welfare generativo, ovvero che responsabilizzi le persone che ricevono un aiuto.
La Regione Emilia Romagna, da parte sua, ha introdotto nuovi criteri per regolare l'assegnazione e la permanenza nelle case popolari, dando un messaggio chiaro: chi oggi entra in un alloggio pubblico non potrà rimanervi per tutta la vita e la sua permanenza sarà legata al fatto che reddito e patrimonio non superino certi limiti. L'idea è quella di andare verso un welfare temporaneo, dinamico e non per tutta la vita.


Questo è l'orizzonte che abbiamo davanti nelle politiche abitative, una sfida impegnativa anche per la comunità imolese che, tuttavia, per i valori che storicamente esprime, è in grado di apprezzare questo cambio di passo nel nostro sistema di welfare.

 

Roberto Visani

Vice sindaco – Assessore alla Casa

ultima modifica 28/10/2016 15:47 — pubblicato 28/10/2016 15:47