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Il nuovo sistema di raccolta differenziata: una scommessa da vincere insieme

editoriale - 3 ottobre 2016

Davide TronconiI Comuni hanno fra i propri compiti anche quello di organizzare i sistemi di raccolta e pulizia della propria città.

E’ un compito che deve tenere conto di tanti fattori. Ne cito solo alcuni: gli obiettivi di raccolta differenziata (la nostra Regione fissa per i Comuni di pianura come Imola la sua percentuale al 79% al 2020), la storia di una comunità sul tema dei conferimenti, i costi dei servizi di raccolta (il “come raccogli i rifiuti” determina il costo del servizio), la morfologia del territorio (come sono fatti i quartieri, le frazioni, la larghezza delle strade, ecc.).

 

In una parola, chi come la nostra città decide di riformare il sistema di raccolta deve tenere conto della complessità di una attività delicata e importante.

Lo dico perché da cittadino (prima di vedere il dietro le quinte da amministratore) davo per scontato, come è normale che sia, il servizio.

 

Questa complessità è stata affrontata da un gruppo di lavoro (Ufficio Ambiente del Comune di Imola, Hera, Guardie Ambientali Metropolitane e Con.Ami) che per oltre un anno ha cercato di immaginare il nuovo progetto nei suoi innumerevoli aspetti. Dopo questo periodo abbiamo portato il progetto all’esame della Giunta del Comune di Imola con una identità forte: gestire i conferimenti dei rifiuti guardando al futuro, avendo in testa un modello ancora più europeo.

 

In queste settimane stiamo affrontando il secondo lotto di implementazione del progetto: dopo i quartieri Pedagna Est, Pedagna Ovest e Cappuccini (19.000 abitanti), stiamo estendendo il progetto ai quartieri di Zolino, Marconi, Piazza Romagna e Pontesanto (14.000 abitanti).

 

Lo stiamo facendo cercando di coinvolgere al massimo i cittadini, accompagnandoli nel modo più semplice possibile verso il nuovo sistema di conferimento dei rifiuti nelle Isole Ecologiche di Base (I.E.B.).

 

Dall’inizio del progetto, nelle sole assemblee pubbliche abbiamo incontrato oltre 1400 cittadini, senza contare quelli nei gazebo nei quartieri, gli incontri con gruppi più piccoli, i periodi di tutoraggio davanti alle IEB e le migliaia di campanelli suonati a casa di ogni famiglia coinvolta da parte degli operatori ambientali, che stanno facendo un lavoro enorme.

 

Il progetto IEB sta già dando risultati importanti (nel primo gruppo di quartieri che avevano una media del 51,8% di raccolta differenziata, ora siamo al 70%) ma è giusto dire che questi risultati sono figli delle famiglie imolesi che tengono alla loro città. Nelle assemblee pubbliche lo sottolineiamo sempre: noi mettiamo a disposizione un progetto il cui successo dipende però dalle cittadine e dai cittadini di Imola. Ecco il perché del titolo che ho voluto dare a questo articolo.

 

Da questo punto di vista il progetto poggia su un terreno fertile: i cittadini imolesi vogliono bene alla propria città e se ne prendono cura. Non è banale né scontato: è proprio nel meccanismo di identificazione nella propria comunità che queste novità possono avere successo. E la riprova sono quelle città che sono “usate ma non amate”, dove queste novità rischiano di non svilupparsi causa indifferenza o peggio ancora perché si scontrano con una sorta di “rancore sociale”.

 

Grazie, pertanto, alle famiglie imolesi per la pazienza, l’attenzione, la voglia di aggiornarsi ed il senso di civiltà che mettono in campo ogni giorno: lavoriamo insieme per rendere la città ancora migliore di come ci è stata consegnata.

Davide Tronconi
Assessore alle Risorse del Territorio

assessore.tronconi@comune.imola.bo.it

 

ultima modifica 07/11/2016 09:18 — pubblicato 04/10/2016 15:25