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Cedolare secca

Cedolare secca

Dal 2011 è entrato in vigore il regime d’imposta sostitutiva sui canoni di locazione, cioè la possibilità per il proprietario di scegliere l'opzione della cedolare secca: un’imposta che sostituisce quelle attualmente dovute sulle locazioni (articolo 3 del dlgs 23/2011). E’ un regime facoltativo e si applica in alternativa a quello ordinario.

La cedolare secca sostituisce:

  • l’Irpef e le relative addizionali
  • l’imposta di registro
  • l’imposta di bollo
  • l’imposta di registro sulle risoluzioni e proroghe del contratto di locazione
  • l’imposta di bollo, se dovuta, sulle risoluzioni e proroghe del contratto.

La registrazione del contratto con l'opzione della cedolare secca sostituisce anche la denuncia di cessione di fabbricati a persone italiane e/o comunitarie.

Resta l’obbligo di versare l’imposta di registro per la cessione del contratto di locazione.

La cedolare secca può essere scelta solo per contratti di locazione abitativa e solo se il locatore è persona fisica, deve essere comunicata all'inquilino con lettera raccomandata. Al canone non può essere applicato l'aumento Istat.

Sono previste due aliquote, calcolate sull’intero importo annuale:

  • 21% per contratti a canoni di libero mercato
  • 15% per i contratti a canone concordato (Dl 102/2013) per i comuni ad alta tensione abitativa, che dal 2014 al 2017 diventa del 10% (Governo Renzi)

I lavoratori dipendenti o con redditi assimilati al lavoro dipendente, in alternativa alla dichiarazione dei redditi possono richiedere al datore di lavoro di applicare la detrazione nelle operazioni di conguaglio di fine anno (opzione da preferirsi da chi farebbe la denuncia dei rettiti solo per detrarre quanto previsto per il contrato di locazione)

Approfondimenti sul sito dell'Agenzia delle Entrate.

ultima modifica 02/05/2017 18:15 — pubblicato 19/08/2015 11:35