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Normativa

La legge n. 6/2004

… Il punto sulla Legge 6/2004

  1. realizzazione della tutela con la minore limitazione possibile della capacità di agire;
  2. valorizzazione delle capacità della persona beneficiaria della amministrazione di sostegno;
  3. massimo rispetto per la volontà e le aspirazioni del beneficiario;
  4. la tutela non è più limitata ai soli aspetti patrimoniali;
  5. non si attiva più un processo contro la persona che ha bisogno di tutela;
  6. "elasticità" dello strumento dell’amministrazione di sostegno (progetto personalizzato);
  7. introduzione della "persona stabilmente convivente" fra i legittimati alla richiesta e al ruolo di amministratore di sostegno;
  8. possibilità di avvalersi di un amministratore di sostegno in via "temporanea"
  9. il beneficiario dell’amministrazione di sostegno mantiene tutte capacità non assegnate in via completa o con funzioni di assistenza all’amministratore di sostegno;
  10. il beneficiario mantiene comunque la capacità di compiere gli atti del quotidiano;
  11. eliminazione di spese ed oneri di giustizia anche per interdizione e inabilitazione;
  12. ruolo "centrale" del giudice tutelare;
  13. dovere di diligenza dell’amministratore di sostegno;
  14. non occorre più il patrocinio di un avvocato;
  15. anche l’interdetto e l’inabilitato possono chiedere la nomina dell’amministratore di sostegno.

Legge n. 6 del gennaio 2004

Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 19 gennaio 2004 n. 14 - Entrata in vigore il 19 marzo 2004

Questa legge ha introdotto e modificato alcuni articoli del codice civile, dando vita ad un nuovo strumento di tutela per le persone non pienamente capaci di provvedere a se stesse.
Si tratta di una legge che tende soprattutto al miglioramento della qualità della vita futura della persona in tutto in parte incapace e non alla semplice salvaguardia del suo patrimonio.

Di seguito riportiamo alcuni articoli commentati della legge 6/2004 ed il riferimento all'articolo del codice civile modificato.

Articolo 1

La presente legge ha la finalità di tutelare, con la minore limitazione possibile della capacità di agire, le persone prive in tutto o in parte di autonomia nell’espletamento delle funzioni della vita quotidiana, mediante interventi di sostegno temporaneo o permanente.

La finalità dell'istituto dell’amministrazione di sostegno è dunque la tutela della persona in un’ottica di pieno rispetto e salvaguardia delle sue autonomie. Si abbandonano le rigide limitazioni dell’interdizione e dell’inabilitazione per giungere alla formulazione di un "PROGETTO PERSONALE".

Articolo 2

La rubrica del titolo XII del libro primo del codice Civile è sostituita dalla seguente:
"Delle misure di protezione delle persone prive in tutto o in parte di autonomia"

Prima la rubrica del titolo XII del libro recitava:
"Dell’infermità di mente, dell’interdizione e dell’inabilitazione"

Articolo 3 (a)

Nel titolo XII del primo del codice Civile è premesso il seguente capo:
“CAPO I- Dell’Amministrazione di sostegno.

Articolo 404. (Amministrazione di sostegno).
La persona che per effetto di un’infermità ovvero di una menomazione fisica o psichica, si trova nell'impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi, può essere assistita da un amministratore di sostegno, nominato dal giudice tutelare del luogo in cui questa ha la residenza o il domicilio.

1. Gli istituti dell’interdizione e dell'inabilitazione rimangono,
2. La nomina dell’amministrazione non presuppone un processo come nel caso dell’interdizione e dell’inabilitazione,
3. Non viene pronunciata una sentenza del Tribunale nei confronti della persona in difficoltà,
4. Non è più richiesta l’assistenza da parte di un avvocato,
5. Si tratta di un procedimento che non è soggetto a spese ed oneri di giustizia,
6. Chi possono essere i beneficiari dell’amministrazione di sostegno?
La legge 6 fa riferimento ad una persona che per effetto di un’infermità o di una menomazione fisica o psichica si trova nell’impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi.

Articolo 3 (b)
[articolo 405 - Decreto di nomina dell’amministratore di sostegno. Durata dell’incarico e relativa pubblicità]

Il Giudice tutelare provvede entro sessanta giorni dalla data di presentazione della richiesta alla nomina dell’amministratore di sostegno con decreto motivato immediatamente esecutivo, su ricorso di uno dei soggetti indicati nell’articolo 406. Il decreto che riguarda un minore non emancipato può essere emesso solo nell’ultimo anno della sua minore età e diventa esecutivo a decorrere dal momento in cui la maggiore età raggiunta. Se l’interessato è un interdetto o un inabilitato il decreto è esecutivo dalla pubblicazione della sentenza di revoca dell’interdizione o dell’inabilitazione…

  1. il giudice tutelare ha 60 giorni per nominare l’amministratore di sostegno,
  2. la nomina dell’amministratore di sostegno può essere richiesta anche per un minore, un interdetto, un inabilitato.

Quali sono i soggetti che, ai sensi del nuovo art.406 C.C., possono presentare la richiesta per la nomina dell’amministratore di sostegno?

1. Il beneficiario stesso,anche se minore,interdetto o inabilitato
2. Il coniuge
3. La persona stabilmente convivente
4. I parenti entro il 4° grado
5. Gli affini entro il 2° grado
6. Il tutore o il curatore
7. Il pubblico ministero
8. I responsabili dei servizi sanitari e sociali direttamente impegnati nella cura e assistenza della persona (vedi Articolo 406 c.c.)

Articolo 3 (c) [continua articolo 405]

…Qualora ne sussista la necessità , il giudice tutelare adotta anche d’ufficio i provvedimenti urgenti per la cura delle persona interessata e per la conservatione e l’amminstrazione del suo patrimonio. Può procedere alla nomina di un amministratore di sostegno provvisorio indicando gli atti che è autorizzato a compiere…

1. E’ dunque possibile che il giudice tutelare provveda d’ufficio ad adottare tutti provvedimenti urgenti necessari non solo per gestione e conservazione del patrimonio,ma anche per la cura della persona interessata,non si assiste dunque ad un intervento che si preoccupa del solo aspetto economico patrimoniale.
2. L’importanza per il rispetto e la cura della Persona è stata cosi ribadita e sancita a livello giuridico dalla legge 6/2004

Articolo 3 (d) [continua articolo 405]

….Il decreto di nomina dell’amministratore di sostegno deve contenere l’indicazione:

  1. Delle generalità della persona beneficiaria e dell’amministratore di sostegno;
  2. Della durata dell’incarico che può essere anche a tempo indeterminato;
  3. Dell’oggetto dell’incarico e degli atti che l’amministratore di sostegno ha il potere di compiere in nome e per conto del beneficiario ;
  4. Degli atti che il beneficiario può compiere solo con l’assistenza dell’amministratore di sostegno ;
  5. Dei limiti ,anche periodici ,delle spese che l’amministratore di sostegno può sostenere con l’utilizzo delle somme di cui il beneficiario ha o può avere la disponibilità;
  6. Della periodicità con cui l’amministratore di sostegno deve riferire al giudice circa l’attività svolta e le condizioni di vita personale e sociale del beneficiario…

“ PROGETTO PERSONALIZZATO”

Articolo 3 (e) [continua articolo 405]

...se la durata dell’incarico è a tempo determinato il giudice può prorogarlo con decreto motivato pronunciato anche d’ufficio prima della scadenza del termine. Il decreto di apertura dell’amministratore di sostegno, il decreto di chiusura ed ogni altro provvedimento assunto dal giudice tutelare nel corso dell’amministratore di sostegno devono essere immediatamente annotati dal canceliere nell’apposito registro. Il decreto di apertura dell’amministrazione di sostegno, il decreto di chiusura devono essere comunicati, entro dieci giorni, all’ufficiale dello stato civile per le annotazioni in margine all’atto di nascita del beneficiario. Se la durata dell’incarico è a tempo determinato, le annotazioni devono essere cancellate alla scadenza del termine indicato nel decreto di apertura o in quello eventuale di proroga.

  1. è ammesso l’amministratore di sostengo temporaneo. E’ possibile, dunque, fare fronte a situazioni di emergenza magari “passeggere”,
  2. è istituito un registro delle amministrazioni di sostegno.

Articolo 3 (f) [articolo 406 - Soggetti]

Il ricorso per l’istituzione dell’amministrazione di sostegno può essere proposto dallo stesso soggetto beneficiario, anche se minore, interdetto o inabilitato, ovvero da uno dei soggetti indicati nell’articolo 417.
Se il ricorso concerne persona interdetta o inabilitata il medesimo è presentato congiuntamente all’inabilitazione davanti al giudice competente per quest’ultima. I responsabili dei servizi sanitari e sociali direttamente impegnati nella cura e assistenza della persona , ove a conoscenza di fatti tali da rendere opportuna l’apertura del procedimento di amministrazione di sostegno, sono tenuti a proporre al giudice tutelare il ricorso di cui all’articolo 407 o a fornire comunque notizia al pubblico ministero.

  1. Se è già intervenuta una pronuncia di interdizione o di inabilitazione la richiesta di amm. di sostegno deve essere presentata insieme alla richiesta di revoca dell’interdizione o dell’inabilitazione,
  2. Legittimati al ricorso sono anche i responsabili dei servizi.

Articolo 3 (g) [articolo 407 - Procedimento]

Il ricorso per l’istituzione dell’amministratore di sostegno deve indicare :

  • le generalità del beneficiario,
  • a sua dimora abituale.
  • le ragioni per cui si richiede la nomina dell’amministratore di sostegno
  • il nominativo ed il domicilio ,se conosciuti dal ricorrente,del coniuge,dei discendenti, degli ascendenti dei fratelli e dei conviventi del beneficiario.
  1. il ricorso è una semplice richiesta presentata dai soggetti legittimati, il patrocinio di un avvocato non è necessario perché non si tratta di un vero e proprio procedimento,
  2. è necessario che la richiesta sia accompagnata da adeguata documentazione medica relativa allo stato di salute del beneficiario,
  3. è stato ridotto (rispetto all’interdizione e inabilitazione) il numero di parenti da indicarsi nella richiesta, sono stati esclusi gli affini, è stato aggiunto il convivente del beneficiario.

Articolo 3 (h) [articolo 407 - Procedimento]

Il giudice tutelare deve sentire personalmente la persona cui il procedimento si riferisce recandosi, ove occorra, nel luogo in cui questa si trova e deve tener conto, compatibilmente con gli interessi e le esigenze di protezione della persona, dei bisogni e delle richieste di questa.
Il giudice tutelare provvede, assunte le necessarie informazioni e sentiti i soggetti di cui all’articolo 406; in caso di mancata comparazione, provvede comunque sul ricorso. Dispone altresì d’ufficio, gli accertamenti di natura medica e tutti gli altri mezzi istruttori utili ai fini della decisione. Il giudice tutelare può, in ogni tempo, modificare o integrare, anche d’ufficio, le decisioni assunte con il decreto di nomina dell’amministratore di sostegno. In ogni caso, nel procedimento di nomina dell’amministratore di sostegno interviene il pubblico ministero.

NB: il giudice con la sua decisione deve proteggere la persona, i suoi bisogni e rispettare le sue richieste nei limiti della tutela della persona stessa

1. Il fatto di allegare una documentazione completa, con riferimento anche ai referti medici, consente al giudice tutelare di avere una quadro, anche medico, completo sulle condizioni della persona,
2. Il fatto che il giudice tutelare possa in ogni tempo modificare o integrare ,anche d’ufficio, le decisioni assunte di nomina rende molto “ elastico “ lo strumento dell’amministrazione di sostegno,
3. Il giudice, anche nel caso di mancata comparizione delle parti provvede comunque sul ricorso,
4. La presenza del pubblico ministero è obbligatoria

Articolo 3 (i) [articolo 408 - scelta dell’amministratore di sostegno]

La scelta dell’amministratore di sostegno avviene con esclusivo riguardo alla cura ed agli interssi della persona del beneficiario.
L’amministratore di sostegno può essere designato dallo stesso interessato, in previsione della propria eventuale futura incapacità, mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata. In mancanza, ovvero in presenza di gravi motivi, il giudice tutelare può designare con decreto motivato un amministratore di sostegno diverso.

1-Il primo criterio di scelta dell’amm. di sostegno è dunque dato dalla cura e dall’interesse del beneficiario
2- l’interessato può scegliere, ed è una scelta vincolante per il giudice tutelare, fatti salvi eventuali gravi motivi, il proprio amministratore di sostegno.
3-chi sceglie il giudice tutelare come amministratore di sostegno, qualora non vi sia stata designazione da parte del beneficiario?

Articolo 3 (l) [articolo 408 - scelta dell’amministratore di sostegno]

Nella scelta, il giudice tutelare preferisce, ove possibile, il coniuge che non sia separato legalmente, la persona stabilmente convivente, il padre, la madre, il figlio o il fratello o la sorella, il parente entro il quarto grado ovvero il soggetto designato dal genitore superstile con testamento, atto pubblico o scrittura privata autenticata.
Le designazioni di cui al primo comma possono essere revocate dall’autore con le stesse forme.

Persone che il giudice sceglie, ove possibile, come amministratore di sostegno :

  • coniuge non separato legalmente
  • persona stabilmente convivente
  • padre, madre, figlio, sorella
  • parente entro il quarto grado
  • soggetto designato dal genitore superstile con testamento, atto pubblico o scrittura privata autenticata

Articolo 3 (m) [articolo 408 - scelta dell’amministratore di sostegno]

Non possono ricoprire le funzioni di amministratore di sostegno gli operatori dei servizi pubblici o privati che hanno in cura o in carico il beneficiario. Il giudice tutelare, quando ne ravvisa l’opportunità, e nel caso di designazione dell’interessato quando ricorrano gravi motivi, può chiamare all’incarico di amministratore di sostegno anche altra persona idonea, ovvero uno dei soggetti di cui al titolo II al cui legale rappresentante ovvero alla persona che questi ha facoltà di delegare con atto depositato presso l’ufficio del giudice tutelare, competono tutti i doveri e tutte le facoltà previste nel presente capo.

  1. può dunque essere designato come amministratore di sostegno una persona giuridica di cui al titolo II c.c. (associazioni riconosciute e non ,fondazioni…)
  2. esclusione degli operatori che hanno in cura il beneficiario dalla possibilità di essere nominati amministratori di sostegno.

Articolo 3 (n) [articolo 409 - effetti dell’amministrazione di sostegno]

Il beneficiario conserva la capacità di agire per tutti gli atti che non richiedono la rappresentanza esclusiva o l’assistenza necessaria dell’amministratore di sostegno.
Il beneficiario dell’amministrazione di sostegno può in ogni caso compiere gli atti necessari a soddisfare le esigenze della propria vita quotidiana.

Norma chiave della legge 6/2004

 

  1. per gli atti non specificamente indicati nel decreto il beneficiario mantiene la propria capacità
  2. massima salvaguardia delle capacità del beneficiario
  3. gli atti del quotidiano possono sempre essere compiuti dal beneficiario.

Articolo 3 (o) [articolo 410 - doveri dell’amministratore di sostegno]

Nello svolgimento dei suoi compiti l’amministratore di sostegno deve tener conto dei bisogni e delle aspirazioni del beneficiario.
L’amministratore di sostegno deve tempestivamente informare il beneficiario circa gli atti da compiere nonché il giudice tutelare in caso di dissenso con il beneficiario stesso.

Si ribadisce che l’amministratore di sostegno nell’espletamento dei propri doveri deve sempre rispettare e tenere ben presente la volontà del beneficiario, i suoi bisogni , le sue aspirazioni.
Deve sempre informare il beneficiario e nel caso di dissenso con quest’ultimo deve provvedere ad informare il giudice tutelare.

Articolo 3 (o bis) [articolo 410 - doveri dell’amministratore di sostegno]

In caso di contrasto, di scelte o di atti dannosi ovvero di negligenza nel perseguire l’interesse o nel soddisfare i bisogni o le richieste del beneficiario, questi, il pubblico ministero o gli altri soggetti di cui all’articolo 406 possono ricorrere al giudice tutelare, che adotta con decreto motivato gli opportuni provvedimenti.
L’amministratore di sostegno non è tenuto a continuare nello svolgimento dei suoi compiti oltre dieci anni, ad eccezione dei casi in cui tale incarico è rivestito dal coniuge, dalla persona stabilmente convivente, dagli ascendenti o dai discendenti.

Sussiste una precisa responsabilità dell’amministratore di sostegno qualora lo stesso sia negligente oppure compia atti dannosi nel perseguire l’interesse del beneficiario.

Articolo 3 (p) [articolo 411 - norme applicabili all’amministrazione]

Si applicano all’amministratore di sostegno, in quanto compatibili, le disposizioni di cui agli articoli da 349 a 353 e da 374 a 388. I provvedimenti di cui agli articoli 375 e 376 sono emessi dal giudice tutelare .
All’amministratore di sostegno si applicano altresi, in quanto compatibili, le disposizioni degli articoli 596, 599 e 779.

Gli articoli da 349 a 353 e da 374 a 388 del codice civile riguardano: giuramento del tutore, incapacità all’ufficio tutelare, dispensa dall’ufficio tutelare, dispensa su domanda, domanda dispensa, autorizzazione del giudice tutelare, autorizzazione del tribunale, vendita di beni, atti compiuti senza l’osservanza delle norme dei precedenti articoli, atti vietati al tutore e al protutore , gratuità della tutela , contabilità dell’amministrazione , cauzione, responsabilità del tutore e del protutore esonero dall’ufficio, rimozione e sospensione del tutore, conto finale, approvazione del conto, prescrizione delle azioni relative alla tutela, divieto di convenzioni prima dell’approvazione del conto .
Gli articoli 596, 599, 779 riguardano: incapacità del tutore e del protutore; persone interposte; donazione a favore del tutore o del protutore

Articolo 3 (q) [articolo 411 - norme applicabili all’amministrazione]

Sono in ogni caso valide le disposizioni testamentarie e le convenzioni in favore dell’amministratore di sostegno che sia parente entro il quarto grado del beneficiario, ovvero che sia coniuge o persona che sia stata chiamata alla funzione in quanto con lui stabilmente convivente.

Articolo 3 (q bis)

Il giudice tutelare, nel provvedimento con il quale nomina l’amministratore di sostegno, o successivamente, può disporre che determinati effetti, limitazioni o decadenze, previsti da disposizioni di legge per l’interdetto o l’inabilitato, si estendono al beneficiario dell’amministrazione di sostegno, avuto riguardo all’interesse del medesimo ed a quello tutelato dalle predette disposizioni. Il provvedimento è assunto con decreto motivato a seguito di ricorso che può essere presentato anche dal beneficiario direttamente.

Occorrerà nel tempo comprendere quali siano gli effetti, le limitazioni e le decadenze applicabili e fino a che punto alcune norme sull’interdizione e l’inabilitazione siano applicabili anche all’amministrazione di sostegno

Articolo 3 (r) [articolo 412 - atti compiuti dal beneficiario o dall’amministratore di sostegno in violazione di norme di legge o delle disposizioni del giudice]

Gli atti compiuti dall’amministratore di sostegno in violazione di disposizioni di legge, od in eccesso rispetto all’oggetto dell’incarico o ai poteri conferitigli dal giudice, possono essere annullati su istanza dell’amministratore di sostegno del pubblico ministero, del beneficiario o dei suoi eredi ed aventi causa.

Annullamento degli atti compiuti dall’amministratore di sostegno qualora l’amministratore di sostegno agisca in violazione delle disposizioni di legge o in eccesso rispetto all’ incarico o ai poteri conferitigli.

Articolo 3 (s) [articolo 412 - atti compiuti dal beneficiario o dall’amministratore di sostegno in violazione di norme di legge o delle disposizioni del giudice]

Possono essere parimenti annullati su istanza dell’amministratore di sostegno del beneficiario o dei suoi eredi ed aventi causa. gli atti compiuti personalmente dal beneficiario in violazione delle disposizioni di legge o di quelle contenute nel decreto che istituisce l’amministrazione di sostegno. Le azioni relative si prescrivono nel termine di cinque anni. Il termine decorre dal momento in cui è cessato lo stato di sottoposizione all’amministrazione di sostegno.

Anche gli atti compiuti dal beneficiario in violazione delle disposizioni di legge o di quelle contenute nel decreto di nomina emesso dal giudice tutelare possono essere annullati

Articolo 3 (t) [articolo 413 - revoca dell’amministrazione di sostegno]

Quando il beneficiario, l’amministratore di sostegno, il pubblico ministero o taluno dei soggetti di cui all’articolo 406, ritengono che si siano determinati i presupposti per la cessazione dell’amministrazione di sostegno, o per la sostituzione dell’amministratore, rivolgono istanza motivata al giudice tutelare. L’istanza è comunicata al beneficiario ed all’amministratore di sostegno.
Il giudice tutelare provvede con decreto motivato, acquisite le necessarie informazioni e disposti gli opportuni mezzi istruttori

La revoca dell’amministrazione di sostegno avviene con decreto motivato del giudice tutelare su istanza delle stesse persone che possono richiederne la nomina

Articolo 3 (u) [articolo 413 - revoca dell’amministrazione di sostegno]

Il giudice tutelare provvede altresi, anche d’ufficio, alla dichiarazione di cessazione dell’amministrazione di sostegno quando questa si sia rivelata inidonea a realizzare la piena tutela del beneficiario. In tale ipotesi, se ritiene che si debba promuovere giudizio di interdizione o di inabilitazione, ne informa il pubblico ministero, affinchè vi provveda. In questo caso l’amministrazione di sostegno cessa con la nomina del tutore o del curatore provvisorio ai sensi dell’articolo 419,ovvero con la dichiarazione di interdizione o di inabilitazione.

Qualora l’amministrazione di sostegno si sia rivelata inidonea a tutelare il beneficiario il giudice tutelare può provvedere d’ufficio alla cassazione dell’amministrazione di sostegno.

Art 3 (v) [articolo 413 - revoca dell'amministratore di sostegno]

All’articolo 388 del codice civile le parole : «prima dell’approvazione» sono sostituite dalle seguenti : «prima che sia decorso un anno dall’approvazione».
Dall’applicazione della disposizione di cui all’articolo 408 del codice civile, introdotto dal comma 1, non possono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.

L’incarico dell’amministratore di sostegno è gratuito

Articolo 4

Nel titolo XII del libro primo del codice civile ,prima dell’articolo 414 sono inserite le seguenti parole :
«Capo II. -Della interdizione, della inabilitazione e della incapacità naturale»
L’articolo 414 del codice civile è sostituito dal seguente:
«Articolo 414 –( Persone che possono essere interdette).
Il maggiore di età e il minore emancipato, i quali si trovano in condizioni di abituale infermità di mente che li rende incapaci di provvedere ai propri interessi, sono interdetti quando ciò è necessario per assicurare la loro adeguata protezione» .

Prima della legge 6 lo stesso articolo 414 stabiliva “(persone che devono essere interdette ) Il maggiore di età e il minore emancipato, i quali si trovano in condizioni di abituale infermità di mente che li rende incapaci di provvedere ai propri interessi, devono essere interdetti.”

Articolo 5

Nel primo comma dell’articolo 417 del codice civile, le parole : «possono essere promosse dal coniuge» sono sostituite dalle seguenti : «possono essere promosse dalle persone indicate negli articoli 414 e 415, dal coniuge, dalla persona stabilmente convivente» .

Aggiunta della persona stabilmente convivente

Articolo 6

All’articolo 418 del codice civile è aggiunto, in fine, il seguente comma:
«Se nel corso del giudizio di interdizione o di inabilitazione appare opportuno applicare l’amministrazione di sostegno, il giudice, d’ufficio o ad istanza di parte, dispone la trasmissione del procedimento al giudice tutelare. In tal caso il giudice competente per l’interdizione o per l’inabilitazione può adottare i provvedimenti urgenti di cui al quarto comma dell’articolo 405»

Nel nostro ordinamento esistono dunque oggi tre istituti per la tutela delle persone deboli: amministrazione di sostegno, interdizione e inabilitazione ed è possibile” passare” da uno all’altro in base alle reali esigenze della persona da tutelare

Articolo 7

Il terzo comma dell’articolo 424 del codice civile è sostituito dal seguente: «Nella scelta del tutore dell’interdetto e del curatore dell’inabilitato il giudice tutelare individua di preferenza la persona più idonea all’incarico tra i soggetti, e con i criteri, indicati nell’articolo 408»

Nella scelta del tutore e del curatore il giudice deve oggi seguire gli stessi criteri individuati per l’amministratore di sostegno

Articolo 8

All’articolo 426 del codice civile, al primo comma, dopo le parole : «del coniuge» sono inserite le seguenti : «della persona stabilmente convivente».

Articolo 426 c.c. Durata dell’ufficio nessuno è tenuto a continuare nella tutela dell’interdetto o nella curatela dell’inabilitato oltre dieci anni, ad eccezione del coniuge, della persona stabilmente convivente, degli ascendenti o dei discendenti

Articolo 9

All’ articolo 427 del codice civile, al primo comma è premesso il seguente:
“Nella sentenza che pronuncia l’interdizione o l’inabilitazione, o in successivi provvedimenti dell’autorità giudiziaria, può stabilirsi che taluni atti di ordinaria amministrazione possano essere compiuti dall’interdetto senza l’intervento ovvero con l’assistenza del tutore, o che taluni atti eccedenti l’ordinaria amministrazione possano essere compiuti dall’inabilitato senza l’assistenza del curatore “

Con la legge 6 del 2004 si è introdotta la possibilità per l’autorità giudiziaria di valorizzare le capacità della persona interdetta o inabilitata minore rigidità di questi istituti.

Articolo 10

All’articolo 429 del codice civile è aggiunto, in fine, il seguente comma:
«Se nel corso del giudizio per la revoca dell’interdizione o dell’inabilitazione appare opportuno che, successivamente alla revoca, il soggetto sia assistito dall’amministratore di sostegno, il tribunale, d’ufficio o ad istanza di parte, dispone la trasmissione degli atti al giudice tutelare»

Durante il giudizio di revoca dell’interdizione o dell’inabilitazione il tribunale può decidere d’ufficio o su istanza di parte di procedere con l’amministrazione di sostegno. In questo caso gli atti vengono subito trasmessi al giudice tutelare per provvedere.

Articolo 11

L’articolo 39 delle disposizioni per l’attuazioni del codice civile e disposizioni transitorie, approvate con regio decreto 30 marzo 1942, n. 318, è abrogato.

L’Articolo 39 si riferisce a casi di omologazione da parte del Tribunale per i minorenni rispetto a vecchie norme in materia di affiliazione.

Articolo 12 - Norme di attuazione coordinamento e finali

L’articolo 44 delle disposizioni per l’attuazione del codice civile e disposizione transitorie, approvate con regio decreto 30 marzo 1942, n. 318 , è Sostituito dal seguente :
«Articolo 44 . Il giudice tutelare può convocare in qualunque momento il tutore, il protutore, il curatore e l’amministratore di sostegno allo scopo di chiedere informazioni, chiarimenti e notizie sulla gestione della tutela, della curatela o dell’amministrazione di sostegno, e di dare istruzioni inerenti agli interessi morali e patrimoniali del minore o del beneficiario».

Articolo 13 (a)

Norme di attuazione coordinamento e finali
1 - Dopo l’articolo 46 delle disposizioni per l’attuazione del codice civile e disposizioni transitorie, approvate con regio decreto 30 marzo 1942, n. 318 è inserito il seguente “Articolo 46-bis gli atti e i provvedimenti relativi ai procedimenti previsti dal titolo XII del libro primo del codice non sono soggetti all’obbligo di registrazione e sono esenti dal contributo unificato previsto dall’articolo 9 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002 n. 115”.

Eliminazione delle spese e degli oneri di giustizia per l’interdizione, inabilitazione e amministrazione di sostegno.

Articolo 14

Norme di attuazione coordinamento e finali
L’articolo 47 delle disposizioni transitorie, approvate con regio decreto 30 marzo 1942, n. 318, è sostituito dal seguente:
«Articolo 47 Presso l’ufficio del giudice tutelare sono tenuti un registro delle tutele dei minori e degli interdetti, un registro delle curatele dei minori emancipati e degli inabilitati ed un registro delle amministrazioni di sostegno».

Istituzione del registro delle amministrazioni di sostegno.

Articolo 15 - Dati da annotare nel registro delle amministrazioni di sostegno

  1. Dopo l’articolo 49 delle disposizioni per l’attuazione del codice civile e disposizioni transitorie, approvate con regio decreto 30 marzo 1942, n. 318, è inserito il seguente:
    «Articolo 49-bis. Nel registro delle amministrazioni di sostegno, in un capitolo speciale per ciascuna di esse, si devono annotare a cura del cancelliere1. la data e gli estremi essenziali del provvedimento che dispone l’amministrazione di sostegno, e di ogni altro provvedimento assunto dal giudice nel corso della stessa, compresi quelli emanati in via d’urgenza ai sensi dell’articolo 405 del codice;
    2. le complete generalità della persona beneficiaria;
    3. le complete generalità dell’amministratore di sostegno o del legale rappresentante del soggetto che svolge la relativa funzione, quando non si tratta di persona fisica;
    4. la data e gli estremi essenziali del provvedimento che dispone la revoca o la chiusura dell’amministrazione di sostegno».

Articolo 16

  1. All’articolo 51 del codice di procedura civile, al primo comma, al numero 5, dopo la parola: «curatore» sono inserite le seguenti: «amministratore di sostegno» .
ultima modifica 19/11/2015 10:57 — pubblicato 22/07/2015 18:30