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Domande frequenti

Capacità giuridica, di agire, di intendere e volere - Parentela e affinità - Eredità - Interdizione ed inabilitazione - Tutore e protutore - Procura - Donazione

Forme di rappresentanza delle persone in situazione di debolezza

Capacità giuridica

Si acquista (art. 1 cod.civ.) al momento della nascita. Con l'attribuzione della capacità giuridica, un individuo è soggetto di diritto ed acquista la possibilità di essere titolare di diritti e di doveri, contemplati e protetti dall'ordinamento.

Non esiste una forma di incapacità giuridica (ovvero "la morte civile", equivalente alla privazione dei diritti, inibita ora dall'art. 22 Cost.); esistono invece forme di capacità giuridica od incapacità giuridica speciali, presupposte di volta in volta attraverso l'attribuzione o la sottrazione di singoli diritti e doveri.

Capacità di agire

in base alla presunzione normativa effettuata dall'art. 2 del cod. civ., questa si acquista al compimento della maggiore età e coincide normalmente con la capacità di intendere e di volere (sinonimo di capacità naturale), in quanto legata all'idoneità del soggetto a curare i propri interessi.

La capacità di agire si sostanzia nella possibilità di compiere atti giuridici ritenuti validi e meritevoli di tutela dall'ordinamento è, in altri termini, l'attitudine a creare, modificare, estinguere validamente rapporti giuridici.

Esistono ipotesi normative di acquisto parziale della capacità di agire in relazione ad una differente età; limitazioni della capacità di agire sono la minore età, l'interdizione e l'inabilitazione.

Capacità di intendere e di volere

è il presupposto sostanziale della capacità di agire (o per altri una seconda figura di capacità di agire) contemplata in diverse norme dell'ordinamento civile quale condizione necessaria per concludere un contratto od ai fini dell'imputabilità di un atto illecito.

In generale, si identifica con quel minimo di attitudine psichica a rendersi conto delle conseguenze (anche dannose) della propria condotta.

L'amministrazione di sostegno è dunque un istituto che interviene, al pari dell'interdizione e dell'inabilitazione, sulla capacità di agire, si giunge così a delineare le forme di tutela e rappresentanza delle persone in condizione di debolezza, ovvero dei soggetti giuridicamente capaci, capaci di agire perché maggiorenni, ma incapaci di intendere e di volere e quindi per i quali sussiste l'esigenza di una misura protettiva (non sanzionatoria, come il caso dell'interdizione legale) che portano a situazioni, totali o parziali, di incapacità legale.


Parentela e affinità

Parentela

La parentela è il vincolo di sangue che unisce le persone discendenti l'una dall'altra o discendenti da uno stipite comune

  • parenti in linea retta: discendono una dall'altra (padre e figlio, nonno e nipote)
  • parenti in linea collaterale: hanno uno stipite in comune ma non discendono uno dall'altro (fratelli, cugini, zio e nipote ecc.)

Come si calcola il grado di parentela

  • In linea retta: i gradi si computano risalendo da un parente all'altro e contando tutti i parenti intermedi, escluso l'ascendente nei cui confronti si vuole stabilire il grado di parentela
  • In linea collaterale: il grado di parentela si determina risalendo dall'una al primo stipite comune, scendendo all'altra e contando il numero di parenti intermedi comprese le due persone fra le quali si vuole determinare la parentela, ma escluso lo stipite comune (cosi ad esempio i fratelli sono parenti in secondo grado)

Sono i parenti entro il quarto grado: ascendenti, discendenti, fratelli, sorelle, zii, cugini primi

Gradi di parentela: art. 76 c.c. corrispondono ai passaggi di generazione e si computano sia in via diretta che collaterale. La legge non riconosce il vincolo di parentela oltre il sesto grado (art. 77 c.c.)

1° Grado: padre, figlio
2° Grado: fratelli, nonni, nipoti (abiatici: figli dei figli)
3° Grado: bisnonni, pronipoti (figli di un nipote in linea retta: figlio del figlio del figlio), nipoti in linea collaterale (figli di un fratello/ di una sorella), zii (fratelli e sorelle dei genitori)
4° Grado: Primi cugini (figli di un fratello o di una sorella dei genitori); prozii (zii dei genitori: fratelli di uno dei nonni) pronipoti in linea collaterale (figli dei figli dei fratelli)
5° Grado: Secondi cugini (figli di cugini); figli del prozio
6° Grado: Nipoti di cugini

Affinità

L'affinità è il vincolo che intercorre fra una persona e i parenti del suo coniuge anche se morto.

Come si calcola il grado di affinità

Nella linea e nel grado in cui taluno è parente di uno dei coniugi egli è affine dell'altro coniuge.

Sono affini entro il secondo grado: coniuge, suoceri, generi, nuore, cognati.


Successione legittima e testamentaria

Successione testamentaria

Quota disponibile: la quota del patrimonio della quale si può disporre liberamente.
Quota di riserva: la quota del patrimonio attribuita per legge a determinati parenti e spetta loro anche contro la volontà del defunto.

Grado di parentela
quota di riserva
quota disponibile
Coniuge e figlio unico 1/3 e 1/3 1/3
Coniuge e più figli 1/4 e 1/2 1/4
Figlio unico 1/2 1/2
Più figli 2/3 1/3
Coniuge solo 1/2 1/2
Coniuge e ascendenti legittimi 1/2 e 1/4 1/4
Solo ascendenti legittimi 1/3 2/3

Successione ereditaria

Grado di parentela
quote di eredità
Figli in parti uguali
Coniuge e figlio unico 1/2 e 1/2
Coniuge e più figli 1/3 e 2/3
Coniuge, ascendenti legittimi e fratelli e sorelle 2/3 e 1/4 e 1/12
Coniuge solo tutto
Coniuge e ascendenti legittimi 2/3 e 1/3
Coniuge e fratelli e sorelle 2/3 e 1/3
Ascendenti e collaterali (fratelli e sorelle) in parti uguali
Solo ascendenti in parti uguali
Solo collaterali in parti uguali
Altri parenti entro il 6° grado in parti uguali

Interdizione ed inabilitazione nell'ultimo anno di minore età

art.416 c.c.: "il minore non emancipato può essere interdetto o inabilitato nell'ultimo anno della sua minore età. L'interdizione o l'inabilitazione ha effetto dal giorno in cui il minore raggiunge l'età maggiore".


Protutore e tutore

Protutore: chi è?

Art. 360 Il protutore è colui che rappresenta l'interdetto nei casi in cui l'interesse di questo sia in opposizione con l'interesse del tutore. Qualora anche il protutore si trovi in opposizioni d'interesse con l'interdetto il giudice tutelare nomina un curatore speciale. Il protutore è tenuto a promuovere la nomina di un nuovo tutore nel caso in cui il tutore venga a mancare o abbandoni l'ufficio. In quest'ultimo caso, fino alla nomina del nuovo tutore il protutore deve avere cura dell'interdetto e può rappresentarlo compiendo altresì tutti gli atti conservativi e urgenti di amministrazione

Tutore: chi è?

Art. 357 In base alle previsioni del codice civile: il tutore è colui che ha cura della persona interdetta, la rappresenta in tutti gli atti civili e ne amministra i beni.

Giuramento del tutore/curatore/protutore

Il Giudice Tutelare convoca il tutore/curatore nominato in via provvisoria dal giudice istruttore o in via definita dal Tribunale affinché lo stesso presti giuramento

NB da questo momento l'interdetto ha come domicilio il domicilio del suo tutore.

Dal momento del giuramento il tutore/curatore può concretamente operare a favore del suo assistito. In sede di giuramento il tutore può indicare al giudice un protutore e chiedere che lo stesso venga convocato per prestare giuramento.

Anche l'amministratore di sostegno deve prestare giuramento davanti al giudice tutelare

Il tutore /curatore deve richiedere alla cancelleria del Tribunale copia autentica del decreto di nomina e conferimento incaricato da parte del Giudice Tutelare

Per il compimento di quali operazioni si rende necessaria la copia del decreto?

  • apertura del conto corrente bancario
  • variazione dell'intestazione del conto corrente
  • richiesta di accreditamento di somme di denaro sul conto
  • variazione di intestazione del c/c postale
  • riscossione in posta della pensione
  • ritiro dei contributi comunali
  • eventuali rapporti con altri uffici (es:INPS)
  • richiesta di autorizzazione al compimento di atti di straordinaria amministrazione

Amminitrazione del patrimonio

Se il tutore deve investire somme di denaro frutto di entrate straordinarie (es: vendita di un immobile) deve chiedere l'autorizzazione al giudice tutelare

NB: il compito di Tutela/Curatela del tutore/curatore non consiste solo nel compiere atti volti a conservare il patrimonio, bensì nel cercare di compiere atti che garantiscano la migliore qualità della vita al tutelato.

Gestione ordinaria

Il tutore deve annotare sia le entrate che le uscite relative al mantenimento del tutelato.

Rendiconto annuale

Ogni anno il tutore è tenuto alla presentazione del rendiconto, che si compone normalmente di due parti:

  • relazione che fornisce al giudice informazioni sulla situazione personale dell'interdetto
  • riassunto della situazione patrimoniale dell'interdetto (entrate, uscite):
    • nelle entrate dovranno essere indicate pensione di invalidità indennità di accompagnamento, cedole dei titoli di stato, interessi maturati, canoni di locazione, pensioni di reversibilità (occorre allegare i relativi documenti giustificativi)
    • per le uscite occorre precisare che se l'interdetto vive in casa con la famiglia allora occorrerà calcolare la sua quota di partecipazione alle spese.

Sostituzione fedecommisarria

L'art. 692 c.c. stabilisce che:
"Ciascuno dei genitori o degli altri ascendenti in linea retta o il coniuge dell'interdetto possono istituire rispettivamente il figlio, il discendente, o il coniuge con l'obbligo di conservare e restituire alla sua morte i beni anche costituenti la legittima a favore della persona o degli enti che, sotto la vigilanza del tutore, hanno avuto cura dell'interdetto medesimo"

Gratuità della tutela

Art. 380 c.c.
L'ufficio tutelare è gratuito. Il giudice tutelare tuttavia, considerando l'entità del patrimonio e le difficoltà dell'amministrazione, può assegnare al tutore un'equa indennità. Può altresì, se particolari circostanze lo richiedono, sentito il protutore autorizzare il tutore a farsi coadiuvare nell'amministrazione, sotto la sua personale responsabilità da uno o più persone stipendiate.

Responsabilità del tutore e del protutore

Art. 382 c.c.
Il Tutore deve amministrare il patrimonio dell'interdetto con la diligenza del buon padre di famiglia. Egli risponde verso il tutelato di ogni danno a lui cagionato violando i propri doveri. Nella stessa responsabilità incorre il protutore per ciò che riguarda i doveri del proprio ufficio.

Eredità devolute ad interdetti

Art. 471 c.c.
Le eredità devolute agli interdetti possono essere accettate solo "con il beneficiario d'inventario"

Quali sono gli effetti del beneficiario di inventario? (art. 490 c.c.)

L'effetto del beneficiario d'inventario consiste nel tenere distinto il patrimonio del defunto da quello dell'erede.


Procura

È un atto unilaterale con il quale un soggetto investe un altro soggetto del potere di rappresentarlo. La procura può essere speciale, ossia riguardare un singolo determinato affare, oppure generale, relativa ad una serie determinata di affari.

La procura deve avere la stessa forma del contratto da concludere (es. la procura a vendere o comprare un immobile deve essere anch'essa redatta per iscritto ex. Art, 1350 c.c.).

Il rappresentante agisce per procura del rappresentato conclude contratti i cui effetti si producono non nei propri confronti ma nei confronti del rappresentante. Ciò spiega perché la capacità legale di agire richiesta per la conclusione del contratto (es. essere maggiorenni, non essere interdetti) debba essere presente nel rappresentato: è questi, e non il rappresentante, che dispone dei propri diritti; questi, dunque, deve essere legalmente capace di disporre ( art. 1389 comma 2 cc.).

Se la procura è stata conferita da persona legalmente incapace di agire, il contratto sarà annullabile, anche se concluso da un rappresentante pienamente capace.


Donazione

Art. 774 c.c. Capacità di donare

Non possono fare donazioni coloro che non hanno la piena capacità di disporre dei propri beni; è pero valida la donazione fatta dal minore e dall'inabilitato nel loro contratto di matrimonio.

La donazione fatta da persona che sebbene non interdetta si trovi essere stata per qualsiasi causa, anche transitoria, incapace di intendere e di volere al momento in cui la donazione è stata fatta può essere annullata su istanza del donante dei suoi eredi o aventi causa. L'azione si prescrive in cinque anni dal giorno in cui la donazione è stata fatta.

Il padre e il tutore non possono fare donazione per la persona incapace da essi rappresentata. Sono consentite sotto le forme abitative richieste, le liberalità in occasioni di nozze a favore dei discendenti dell'interdetto o dell'inabilitato.

ultima modifica 19/11/2015 11:00 — pubblicato 22/07/2015 18:30