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Chi è

chi è, il ruolo, le competenze dell'amministratore di sostegno

Con la legge 9 gennaio 2004 n. 6 è stata istituita la nuova figura dell’amministratore di sostegno.

Questa legge costituisce una delle più rilevanti riforme in tema di status delle persone e risponde ad un’attesa durata oltre un decennio, introducendo un innovativo istituto di protezione civilistica dei soggetti che si trovano in condizioni di debolezza ed offrendo risposte adeguate ai bisogni delle loro famiglie.

Viene messa a disposizione della comunità una figura che ha lo scopo di aiutare, chi convive con una disabilità psichica, fisica o entrambe in un percorso personalizzato per aspirare alla piena realizzazione di quei diritti di integrazione sociale che la Costituzione deve garantire ad ogni cittadino.
Appare chiaro che la legge si indirizza alla costruzione di una nuova dimensione, molto articolata, di stato e di comunità, insieme più dinamica e reattiva nei confronti delle opportunità sociali ma è anche più esigente in termini di risposte ai bisogni individuali.

Si rivolge quindi ai servizi per una coerente e sinergica programmazione sociale e sanitaria regionale e locale, al Volontariato ed alle Associazioni per una interpretazione che si intuisce tanto importante quanto ancora da definire, e infine al Giudice Tutelare nel suo ruolo di motore stesso di questa legge.

Emerge quindi una nuova figura, individuata appunto nell’amministratore di sostegno chiamata non a sostituire, ma a curare la persona, in un contesto di garanzie assicurato dal ruolo del Giudice Tutelare.
La legge consente, infatti, integrazioni tra le persone deboli e l’amministratore dei loro interessi, tra questi soggetti e le famiglie, mantenendo in capo al beneficiario la dignità civile e, parzialmente, la capacità di agire.

Tuttavia, proprio perché si tratta di un istituto innovativo ed ambizioso, lo strumento dell’amministrazione di sostegno abbisogna – per potersi dispiegare efficacemente – di un ben più complessivo contesto di supporto e non può basarsi esclusivamente sulle capacità dell’autonomia privata e dei singoli.

Essa chiama infatti, alla sua applicazione ragionevole, adeguata e sostanziale una serie ben più ampia di soggetti rispetto all’amministratore ed all’amministrato: ne risultano coinvolti di conseguenza Giudici Tutelari, operatori dei servizi pubblici, organizzazioni di Volontariato, così come sono chiamati a nuove responsabilità altre professioni giuridiche, medici legali, istituzioni e loro rappresentanti.

ultima modifica 19/11/2015 10:57 — pubblicato 22/07/2015 18:30