Aree tematiche

Dove va la partecipazione?

il crowdlab del 23 maggio 2015

Dove va la partecipazione?

Il “CrowdLab - dove va la partecipazione?” che si è svolto sabato 23 maggio 2015 a Imola è stato il primo momento pubblico di ImolaRipartecipa.

Il Crowdlab ha offerto a tutti i partecipanti una mattina di confronto con esperti di partecipazione e di gestione collaborativa dei beni comuni, per scambiare idee e proposte per il futuro della partecipazione a Imola. A presentare con brevi interventi progetti innovativi di partecipazione e collaborazione sono intervenuti:

Christian Iaione di LabGov, Silvia Givone di Pop Up , e Gaspare Caliri membro del gruppo di lavoro della rete Iperbole e di Snark; a ciascun intervento sono seguite discussioni in piccoli gruppi e momenti di scambio e confronto tra i partecipanti e gli speaker.

I materiali della giornata

Collaborare per la città / Christin Iaione

In questo intervento Christian Iaione [ LabGov.it] , esperto di governance dei beni comuni, presenta il nuovo paradigma collaborativo a partire dal principio di sussidiarietà per arrivare a raccontare esperienze di città italiane che hanno messo in pratica questo approccio nella costruzione dei propri progetti.

Ascolta l'intervento di Christian Iaione

 

Riaprire la città / Silvia Givone

In questo intervento Silvia Givone, esperta di metodologie partecipative di Sociolab [ sociolab.it ], presenta POP UP [ popuplab.it ] un progetto concreto di collaborazione tra soggetti diversi per facilitare la rivitalizzazione dei centri storici attraverso la riapertura e assegnazione temporanea dei fondi sfitti a creativi makers e artigiani che presentino un progetto rispondendo ad una call for ideas.

Ascolta l'intervento di Silvia Givone

Scarica la presentazione di Silvia Givone

Domande e risposte con Silvia Givone

Chi gestisce i processi di gestione collaborativa?
Nel migliore dei mondi possibili sarebbe il ruolo della Pubblica Amministrazione, che dovrebbe svolgere un ruolo di regia e facilitazione di questo tipo di progetti. Nel caso di POP UP l’Amministrazione è stata supportata in questa attività dall’associazione POP UP.

Come reperire sponsor privati per finanziare piccoli progetti innovativi?
Innanzitutto è più facile convincere sponsor privati a finanziare grandi progetti innovativi piuttosto che piccoli progetti innovativi. Per farlo occorre superare la logica del progettino e pensare a progetti che, sfruttando la logica collaborativa, pensino in maniera strategica, pensino in grande, mettano in rete diversi attori. In secondo luogo, ma altrettanto importante, è coinvolgere gli sponsor come partner nella progettazione e non trattarli da bancomat! Il soggetto privato finanziatore se messo in condizione di partecipare alle fasi di co-design del processo sarà molto più propenso a sostenerlo anche finanziariamente.

A Imola non è molto utilizzata la chiamata alle idee, come si può attuare?
La chiamata alle idee è un approccio che si sta diffondendo in Italia solo di recente. Non è solo un problema di Imola! Quel che è certo è che per farla funzionare non è sufficiente mettere un link sul sito del Comune per raccogliere proposte. Una call for ideas deve essere preceduta e accompagnata da una accurata attività di mappatura delle risorse che potrebbero eventualmente portare un contributo, alla sollecitazione delle stesse a partecipare, ad una comunicazione capace di andare a cercare – sia online che offline – le risorse migliori da cui ci si possono aspettare idee di qualità.

Come dare continuità e sostenibilità alle iniziative imprenditoriali o volontarie?
Se si tratta di iniziative di natura commerciale o imprenditoriale, fatta salva la premessa, che è il mercato che determina se un prodotto funziona, quello che si può fare e che con POP UP cerchiamo di fare è facilitare da un canto la sperimentazione, dare l’occasione di testare se l’iniziativa funziona senza caricarsi di costi eccessivi e dall’altra, grazie alla logica della collaborazione, creare le condizioni per rendere il più semplice possibile la sperimentazione dell’effettivo funzionamento di queste iniziative. Infine, ma non meno importante, la capacità di fare rete, di pensare in una logica macro e non micro è un elemento fondamentale per dare continuità e sostenibilità a qualunque tipo di iniziativa.

Mettere in reta la città / Gaspare Caliri

In questo intervento, Gaspare Caliri, membro del gruppo di lavoro di Iperbole del Comune di Bologna [ www.comune.bologna.it/comunita ] e del collettivo Snark [ snarkive.eu ] che si occupa di design dei servizi, racconta l’esperienza della Rete Iperbole e in particolare della sezione Comunità dedicata ai cittadini ed ai gruppi che vogliono partecipare alla costruzione e co-progettazione di progetti collaborativi di valorizzazione dei beni comuni e non solo.

Ascolta l'intervento di Gaspare Caliri
Scarica la presentazione di Gaspare Caliri

domande e risposte con Gaspare Caliri

Come state promuovendo la piattaforma a Imola?
Noi incoraggiamo molto l’uso nell’area metropolitana, perché Iperbole non è una piattaforma per la città di Bologna. È una piattaforma online senza confini geografici, per lo meno in una logica di area metropolitana. Su scala più alta, adesso c’è un progetto che si chiama “Italia Login” che a livello nazionale vuole costruire un livello unico di profilo cittadino.

Come funziona Iperbole in concreto?
Per accedere ad Iperbole è necessario iscriversi. Quando ci si iscrive si sigla la carta di comunità dove si dicono alcune cose fondamentali tra cui, nome e cognome sono obbligatori e poi che mestiere si fa e o di cosa si occupa l’organizzazione (se si sta iscrivendo un’organizzazione). Poi si inserisce il proprio progetto. Non è possibile fare attività politica e commerciale, né insultare. C’è un complesso meccanismo di moderazione. Per cercare progetti simili a quello che si propone si usano delle parole chiave, e così si riesce a capire come si sta organizzando la cittadinanza rispetto a temi vari. Sappiamo ad esempio che rispetto alle nuove forme di mobilità c’è un fermento molto consistente. I progetti possono essere di più organizzazioni. È un continuo tentativo di creare un volano di mappatura della collaborazione civica. Quando qualcuno ha una necessità particolare ci scrive. Noi riceviamo un centinaio di mail la settimana che per esempio ci dicono che vorrebbero organizzare un incontro o che c’è un problema di piattaforma. E noi abbiamo previsto diversi rilasci della piattaforma. Per esempio adesso abbiamo pubblicato la nuova scheda dei progetti, più semplice rispetto alla precedente. Se andate on line lo vedete. La piattaforma può essere usata anche per la rendicontazione dei progetti e dei risultati. Per esempio c’è stato il bando “agenda digitale” e lì è stato possibile rispondere alle diverse domande e raccontare come si era lavorato. Noi cerchiamo di creare anche occasioni di contatto: al momento dell’iscrizione ciascuno può dire di cosa ha bisogno e noi cerchiamo di creare un incontro tra risorse e bisogni. Dietro questa rete civica c’è anche una specie di sogno mutualistico di nuova generazione per cui si riescano a mettere insieme competenze e creare modelli di mutuo aiuto. È come se fosse una banca del tempo a scala di attivismo civico.

Le comunità tematiche hanno sviluppato qualcosa di concreto?
Vi dicevo che sono stati fatti gli stati generali della mobilità nuova. Questi hanno raccolto molto interesse nella rete civica, e così ne stanno nascendo altri. Ad esempio c’è una comunità nascente di turismo responsabile. Anche lì si sta sviluppando un discorso di cui stiamo tenendo le fila. Quanti sono gli iscritti? Chi lavora ad Iperbole? Fino a due settimane fa erano 1.200 iscritti. Lo controllo in tempo reale. Adesso sono 1.600 più o meno. Il gruppo di lavoro è molto complesso. C’è una parte di redazione del Comune, noi che facciamo il Community mangement. Ci sono dei designer che si occupano di sviluppo e degli informatici, siamo circa 20 persone. C’è un budget per tutto questo. Il budget definisce alcune tappe, soprattutto per lo sviluppo che è la cosa più onerosa. Il budget è gestito dal comune. Per il 60% è di sponsor privati. Sullo sviluppo ci sono anche risorse provenienti da fondi strutturali. Comunque sono per lo più risorse private.

ultima modifica 16/08/2017 12:01 — pubblicato 14/07/2015 12:55