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Ondina Valla

Bologna, 20 maggio 1916 – L'Aquila, 16 ottobre 2006

AREA VERDE ONDINA VALLA
in prossimità della pista ciclabile "Placci" a fianco di via Oriani di fronte al Palasport "Ruggi":

Atleta (Atletica Leggera)

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Ondina Valla
L'originale nome di Trebisonda fu scelto dal padre come omaggio all'omonima città turca (in turco Trabzon), da lui ritenuta una delle più belle del mondo.

Ondina Valla naturalmente dotata per la corsa veloce e il salto, primeggia, durante il Fascismo, fra tutte le italiane di regime a soli 13 anni. Nel 1929 diviene infatti una delle beniamine del pubblico italiano. Il Governo fascista la elegge ad esempio della sana e robusta gioventù nazionale.
Ottiene risultati sempre più lusinghieri in varie specialità: corsa piana, a ostacoli, salto. Divenuta campionessa italiana assoluta, viene convocata in nazionale.
Il più importante risultato della sua carriera arriva con le Olimpiadi del 1936 a Berlino negli 80 m ostacoli dove vince, prima italiana, la medaglia d’oro, dopo essersi aggiudicata il 5 agosto la semifinale con il tempo di 11"6, record del mondo, rimasto imbattuto fino al 2004.
Molti i titoli italiani conquistati: sei negli 80 m ostacoli, due nei 100 m, uno nei 60 m, uno nella staffetta 4x100, cinque nel salto in alto e uno nel salto in alto da fermo (disciplina oggi scomparsa), un trionfo, infine, nel pentathlon nel 1935. Nel 1937 stabilisce con la misura di 1,56 m il primato nazionale nel salto in alto, che mantiene fino al 1955.
Continua a gareggiare fino ai primi anni quaranta, ottenendo tre vittorie ai giochi mondiali dello sport universitario di Tokyo . Nel 1950 è campionessa abruzzese di lancio del peso.
Nel 1978 subisce il furto della medaglia d'oro di Berlino. Nel 1984 Primo Nebiolo, presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera, le dona una riproduzione della medaglia rubata

ultima modifica 20/06/2017 18:19 — pubblicato 19/06/2017 15:15