Aree tematiche

Giovanna Tabanelli

Castelbolognese 8 marzo 1927 – Castel San Pietro 17 maggio 2005

AREA VERDE GIOVANNA TABANELLI
contigua a via Bianconcini (Pedagna Est):

http://www.fondazionealtobelli.it/?post_type=biografia&p=1502


Amministratrice pubblica, sindacalista

Il padre Antonio fin da giovane nutre una spiccata simpatia per gli ideali anarchici e per le idee di libertà, democrazia e uguaglianza. Durante il ventennio fascista viene preso di mira dalle squadre fasciste e costretto, nel corso di un agguato, ad ingoiare l’olio di ricino. Emigrato in Germania nel 1940 per motivi di lavoro, torna in Italia nel 1946 e muore nello stesso anno a causa di una polmonite.
Giovanna Tabanelli consegue il Diploma di Avviamento professionale, lavora come operaia in fabbrica, poi come impiegata e si iscrive alla CGIL. Segue gli ideali del padre a cui è molto legata e fin da subito esprime interesse per le tematiche relative all’emancipazione e ai diritti delle donne e si iscrive all’Associazione delle ragazze dell’Unione Donne Italiane (ARI) per iscriversi in seguito all’UDI nel 1946. Dal 1947 al 1952 è attivista nel Sindacato dei metalmeccanici CGIL (FIOM) e diviene membro dell’esecutivo della Camera del Lavoro. Nel 1949 si iscrive al PCI ed è segretaria della cellula di partito della COGNE dove lavora dal 1948 e da cui sarà licenziata insieme ad altri lavoratori nel 1952 per rappresaglia sindacale. Dal 1953 al 1955 è responsabile territoriale della Commissione femminile del PCI e dal 1955 al 1957 è segretaria dell’UDI di Imola. Impiegata alla Coop. C.I.R. entra nel Consiglio di Fabbrica, nel comitato comunale della FIOM e nell’esecutivo della Camera del Lavoro Territoriale. Dal 1956 al 1965 è consigliera dell’ECA (Ente Comunale Assistenza) e dell’ANEA e componente della Commissione Assistenza del Comune di Imola fino al 1970. Nel 1968 partecipa alla costituzione della Consulta femminile del Comune di Imola che presiede dal 1968 al 1970. Dal 1966 al 1970 fa parte del Comitato comunale dell’ONMI (Opera Nazionale Maternità e Infanzia). Fino al 1970 è membro del Consiglio di Amministrazione della Scuola materna “Romeo Galli”. Nel1970 viene eletta Consigliere provinciale, carica che ricoprirà anche dal 1975 al 1980 e nel 1972 nominata Assessora con deleghe al lavoro, all’ assistenza, all’infanzia, alla Sanità e alla psichiatria negli anni di intensa discussione sulla legge Basaglia ed è membro dell’Istituto Nazionale per la ricerca oncologica “Ramazzini” diretto dal Prof. Maltoni. Fa parte Del direttivo del Consorzio socio sanitario imolese dal 1974 al 1977.

Giovanna Tabanelli si batte per il miglioramento delle condizioni di chi, nella società sta peggio, vivendo condizioni di forte sofferenza umana e sociale. Attenta e attiva nel movimento cooperativo, si batte con altre lavoratrici per l’ammissione delle donne come socie. E’ presidente dell’UDI di Imola nel 1976 e nel 1977. Cessato l’impegno nell’Amministrazione Pubblica, si dedica completamente al movimento delle donne e al Sindacato dove diviene segretaria di categoria dei poligrafici, giornalai, tessile-abbigliamento. In seguito è segretaria territoriale del SUNIA (Sindacati Inquilini CGIL) e membro, dall’inizio degli anni ’90 del Comitato Provinciale dell’INPS tra i rappresentanti della componente sindacale. Negli anni ’80 e ’90, dopo lo scioglimento della forma organizzativa tradizionale dell’UDI, avvenuta col X° Congresso e sancita con l’XI° Congresso, è dirigente nazionale dell’associazione e fa parte del Consiglio di Amministrazione della Coop. Libera Stampa, editrice del giornale “Noi Donne” di cui è socia dal 1969, nonché sindaco revisore dell’associazione medesima. Partecipa alla fondazione della rete nazionale e regionale degli Archivi storici dell’UDI e imposta e organizza l’archivio di Imola. Partecipa altresì alla fondazione del gruppo “Donne in ascolto” e dell’Associazione imolese di donne “La Cicoria” che per diversi anni ha gestito ad Imola la “Casa delle donne in momentanea difficoltà”.

ultima modifica 17/07/2017 12:25 — pubblicato 27/06/2017 12:55