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Strutture a sostegno: asili nido, scuole materne, consultori, interruzione di gravidanza

La normativa sui servizi sociali

Legge 1044/71: Piano quinquennale per l'istituzione di asili nido comunali con il concorso dello stato.
Prima del '71 c'erano due leggi relative agli asili nido: prevedevano che la loro realizzazione fosse affidata all'O.M.N.I. (ente oggi sciolto) o ai datori da lavoro (legge 860).
Lo scopo di questi istituti, in questa legislazione, ha carattere puramente assistenziale.
Solo con la legge 1044 l'asilo nido viene concepito come "servizio sociale di interesse pubblico" nel "quadro di una politica della famiglia".
Non a caso la legge viene emanata nella stesso tempo della nuova legge 1204 dove la maternità assume rilevanza e valore sociale.
Allo scopo primario di "custodia", ne vengono individuati di ben più significativi come "assicurare un'adeguata assistenza alla famiglia e facilitare l'accesso della donna al lavoro, nel quadro di un completo sistema di sicurezza sociale", rispondere alle esigenze delle famiglie riguardo alla localizzazione e al funzionamento, ecc.
L'ostacolo maggiore resta quello del finanziamento, e la legge ha trovato applicazione solo in alcune parti d'Italia.

Legge 444/68: Scuola materna di stato
Legge istituita dopo lunghi e vivaci dibattiti, ha la finalità primaria nel compito "di educazione, sviluppo della personalità infantile, assistenza e preparazione alla frequenza della scuola dell'obbligo, integrando l'opera della famiglia".

Legge 405/75: Istituzione dei consultori familiari
Questa legge è stata emanata in un momento di grande crescita civile del paese: pochi mesi prima era stato approvato il nuovo diritto di famiglia, si era verificata la vittoria dei NO all'abrogazione della legge sul divorzio libera e consapevole e avviare a soluzione il problema dell'aborto e della contraccezione.
Il consultorio ha la funzione di prevenire e intervenire riguardo ai problemi di coppia e di famiglia da un punto di vista psico-medico-sociale.
Altra sua funzione significativa è quella di informare riguardo la regolazione delle nascite e la somministrazione di contraccettivi (si pensi che fino al 1971 la legislazione vigente puniva la propaganda anticoncezionale).
La legge prevede che i consultori siano istituiti dai Comuni, ed anche in questo caso, come in quello degli asili, la sua applicazione non è certo omogenea sul territorio nazionale.

Legge 194/78: Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza
Per la prima volta in Italia l'interruzione della gravidanza non è più un reato punibile fino a 5 anni di carcere (codice Rocco).
La depenalizzazione del reato di aborto è il primo passo importante dello Stato per sottrarre alla speculazione, alla clandestinità e spesso alla morte, il corpo delle donne e avviare nel contempo una politica per una maternità cosciente e responsabile, garantendone il diritto e riconoscendone il valore sociale (viene tra l'altro delegato ai consultori di informare la donna sui suoi diritti legislativi).
Ci si pone in modo positivo al problema aborto e ci si propone di combatterlo "come male sociale largamente diffuso", aggravato dalla clandestinità, dalla speculazione, dalla morte, dalla discriminazione sociale.
Si gettano le premesse per il superamento di una realtà intollerabile, fondata sulla privatizzazione del problema, attraverso mezzi preventivi quali l'educazione sessuale, l'informazione sui metodi contraccettivi, ecc.
I consultori somministrano anticoncezionali anche ai minori.
Questa legge venne approvata dopo un lunghissimo iter parlamentare (quasi 10 anni, battuta dai 20 per la legge sulla violenza sessuale).
La legge è stata sottoposta a referendum nel maggio '81 e fu mantenuta con l'assenso di più del 70% dei votanti.

ultima modifica 18/11/2015 15:06 — pubblicato 18/11/2015 15:06