Codice della strada
alla ri-scoperta delle norme che regolano la circolazione stradale, con e senza veicoli

La micromobilità elettrica

parte la sperimentazione
segway

Secondo il Codice

Non tutti i veicoli muniti di motore, sia esso termico o elettrico, rientrano nella definizione giuridica di “veicoli a motore”, e come tali assoggettati alle relative norme sull’immatricolazione, targatura, assicurazione r.c. e patente di guida.

Alcune macchine non rientrano neppure nella definizione di “veicolo”, benchè sia ammessa la loro circolazione.

Acceleratori di andatura

L’art. 46 c.d.s. definisce “veicoli” tutte le macchine di qualsiasi specie, che circolano sulle strade guidate dall'uomo e dispone altresì che non rientrano nella definizione di veicolo:

  • le macchine per uso di bambini, le cui caratteristiche non superano i limiti stabiliti dal regolamento;
  • le macchine per uso di invalidi, rientranti tra gli ausili medici secondo le vigenti disposizioni comunitarie, anche se asservite da motore.

La circolazione mediante tavole, pattini od altri acceleratori di andatura è invece regolamentata dai commi 8 e 9 dell’art. 190 del c.d.s., che ne vieta la circolazione sulla carreggiata delle strade e sugli spazi riservati ai pedoni.

Fino ad oggi, la mancanza di una specifica disciplina normativa ha, di fatto, impedito di considerare la circolazione di tali dispositivi in aree della strada diverse dalla carreggiata, marciapiedi e banchine.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha dato il via ad una fase sperimentale ammettendo alla circolazione alcune tipologie di dispositivi per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica in accordo con le linee guida per i piani urbani di mobilità sostenibile.

La fase di sperimentazione

Con decreto 4 giugno 2019 n. 229, il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti definisce le modalità di attuazione e gli strumenti operativi della sperimentazione della circolazione su strada di dispositivi per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica.

In particolare, vengono definiti:

  • L’ambito, le specifiche tipologie di infrastrutture stradali e/o parti di strada e le specifiche dei percorsi ove possano circolare tali dispositivi;
  • I provvedimenti da emanare, da parte dei Comuni, per autorizzare in via sperimentale la circolazione dei dispositivi per la micromobilità elettrica;
  • La durata ed il termine della sperimentazione;
  • Le modalità per l’istituzione o affidamento di un servizio di noleggio degli stessi dispositivi da parte dei Comuni;
  • Le tipologie e le caratteristiche dei dispositivi per la micromobilità elettrica ammesse alla sperimentazione;
  • I requisiti degli utenti per condurre tali dispositivi;
  • Le norme di comportamento dei conduttori;
  • La segnaletica stradale.

E’ ammessa la circolazione di dispositivi per la micromobilità elettrica esclusivamente in ambito urbano:

  • nelle aree pedonali
  • nei percorsi pedonali e ciclabili
  • nelle piste ciclabili in sede propria e su corsia riservata
  • nelle zone 30 e strade con Vmax ≤ 30 km/h

Le competenze comunali

I Comuni approvano la sperimentazione della micromobilità elettrica con delibera di giunta comunale, adottata con le modalità di cui all'articolo 7, comma 9, del Codice della Strada, con la quale:

-     si individuano le infrastrutture stradali e/o parti di strada che abbiano caratteristiche geometriche, funzionali e di circolazione adeguate in relazione alla tipologia dei dispositivi per la micromobilità elettrica ammessi a circolare sulle stesse ed agli altri utenti della strada;

-     si prevede anche la regolamentazione della sosta per i dispositivi;

-     prevedono di rendere obbligatoria l'attivazione di una adeguata azione di informazione nei confronti degli utilizzatori da parte delle società responsabili del servizio circa le regole di utilizzo, fra le quali quelle relative alla sicurezza stradale, alla velocità, alle modalità consentite di sosta, qualora istituiscano o affidino servizi di noleggio dei dispositivi in condivisione;

-     prevedono, nella istituzione o nell'affidamento del servizio di noleggio, l'obbligo di coperture assicurative per l'espletamento del servizio stesso.

I Comuni, previa specifica ordinanza, installano lungo le infrastrutture stradali e/o parti di strada individuate ai sensi del comma 1, specifica segnaletica stradale verticale e orizzontale conforme all'allegato 3 del d.m. in esame.

Sarà inoltre cura dei Comuni avviare una campagna di informazione della sperimentazione in atto nel proprio territorio in corrispondenza di infrastrutture di trasporto, ricadenti nel proprio centro abitato, destinate allo scambio modale quali porti, aeroporti, stazioni ferroviarie, autostazioni.

I Comuni che autorizzano la sperimentazione comunicano al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ed al Ministero dell'interno i provvedimenti a tal fine adottati, entro 30 giorni dalle rispettive date di adozione.

Entro tre mesi dal termine del periodo di sperimentazione i Comuni ne comunicano le risultanze al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti secondo le modalità che saranno definite con apposita disposizione dello stesso Ministero.

 

Servizio di noleggio

Il decreto prevede la possibilità da parte dei Comuni che intendano autorizzare in via sperimentale la circolazione dei dispositivi per la micromobilità elettrica, di istituire o affidare servizi di noleggio dei dispositivi in condivisione, anche in modalità free-floating, che consente di noleggiare il dispositivo senza doverlo ricondurre nel medesimo luogo in cui è avvenuto il prelievo.

In tal caso, le società responsabili del servizio devono attivare una adeguata azione di informazione nei confronti degli utilizzatori circa le regole di utilizzo e hanno l’obbligo di sottoscrivere una copertura assicurativa per l'espletamento del servizio stesso.

 

Quali sono i dispositivi autorizzabili?

Il decreto ministeriale prevede che le tipologie dei dispositivi per la micromobilità elettrica ammesse alla sperimentazione sono esclusivamente le seguenti:

  • dispositivi del tipo auto-bilanciato
    • hoverboard;
    • segway;
    • monowheel.
  • dispositivi del tipo non auto-bilanciato
    • monopattini.

che presentino caratteristiche costruttive analoghe a quelle degli esemplari rappresentati nell'allegato 1 del d.m. 229/2019.

I dispositivi non possono essere dotati di posto a sedere per l'utilizzatore e sono destinati ad essere utilizzati da quest'ultimo con postura in piedi.

I dispositivi non auto-bilanciati sono dotati di motore elettrico avente potenza nominale massima non superiore a 500W e di segnalatore acustico.

I dispositivi auto-bilanciato del tipo segway devono essere dotati di segnalatore acustico.

I dispositivi in grado di sviluppare velocità superiori a 20 km/h devono essere dotati di regolatore di velocità, configurabile in funzione di detto limite. In ogni caso, per poter essere utilizzati su aree pedonali, tutti i dispositivi devono essere dotati di regolatore di velocità, configurabile altresì in funzione di una velocità non superiore a 6 km/h.

I dispositivi devono riportare la relativa marcatura CE prevista dalla direttiva 2006/42/CE.

 

Chi può condurli?

Nell'ambito della sperimentazione della circolazione su strada, i dispositivi per la micromobilità elettrica possono essere condotti solo da utilizzatori che abbiano compiuto la maggiore età o, se minorenni, che siano titolari almeno di patente di categoria AM.

In sostanza, possono condurre tali dispositivi i maggiorenni o i minorenni muniti di patente AM.

 

Le norme di comportamento

È vietato il trasporto di passeggeri o cose ed ogni forma di traino.

Gli utilizzatori devono mantenere un andamento regolare, in relazione al contesto di circolazione e devono evitare manovre brusche ed acrobazie.

Gli utilizzatori devono attenersi alle istruzioni d'uso riportate nel manuale di ciascun dispositivo per la micromobilità elettrica nonché, in caso di noleggio, alle prescrizioni del locatore.

Da mezz'ora dopo il tramonto, durante tutto il periodo dell'oscurità e di giorno, qualora le condizioni atmosferiche richiedano l'illuminazione, tutti i dispositivi sprovvisti o mancanti di luce anteriore bianca o gialla fissa e posteriormente di catadiottri rossi e di luce rossa fissa, utili alla segnalazione visiva, non possono essere utilizzati, ma solamente condotti o trasportati a mano.

Quando è ammessa la circolazione di dispositivi per la micromobilità elettrica nelle aree pedonali, gli utilizzatori non possono superare la velocità di 6 km/h, attivando il limitatore di velocità, e devono evitare ogni comportamento che causi intralcio al transito normale degli altri pedoni.

Quando è ammessa la circolazione di dispositivi per la micromobilità elettrica, sulle piste ciclabili, sui percorsi promiscui pedonali e ciclabili e nelle zone 30 o su strade ove è previsto un limite di velocità massimo di 30 km/h,

Dopo il tramonto del sole a mezz'ora prima del suo sorgere e il conducente di dispositivi auto-bilanciato del tipo segway o non autobilanciato del tipo monopattino elettrico che circolino su strade ricadenti in zona 30, su strade ove è previsto un limite di velocità massimo di 30 km/h o su pista ciclabile hanno l'obbligo di indossare il giubbotto o le bretelle retroriflettenti ad alta visibilità.

Normativa

relazione tecnica di sperimentazione

delibera di approvazione

Decreto ministeriale 229/2019

 

Vedi anche

www.areablu.com

ultima modifica 21/11/2019 14:51 — pubblicato 12/11/2019 16:35